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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09257/2026 del 11/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha confermato implicitamente la condanna per truffa on-line già pronunciata in appello e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. Le memorie depositate per l'imputato e per la parte civile non sono state esaminate perché tardive ai sensi dell'art. 611, comma 1, c.p.p.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte civile)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che lo aveva ritenuto responsabile del reato di truffa on-line. Con i primi due motivi ha denunciato vizio di motivazione sulla prova dell'elemento materiale e dell'elemento soggettivo del reato, sostenendo in sostanza che la vicenda integrasse un mero inadempimento contrattuale e non una truffa. Con il terzo motivo ha lamentato vizio di motivazione per il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della speciale tenuità del danno patrimoniale e delle attenuanti generiche. La Corte di cassazione ha ritenuto i primi due motivi manifestamente infondati e, soprattutto, meramente riproduttivi di censure già esaminate e disattese in appello, dunque generici e diretti a ottenere una nuova valutazione del merito; ha inoltre ritenuto infondato il terzo motivo, rilevando che la Corte territoriale aveva adeguatamente motivato sia sulla non esiguità del danno di euro 500, sia sulla negativa personalità dell'imputato desunta dai precedenti penali, anche specifici.

Norme richiamate

  • art. 62, primo comma, n. 4, c.p.

    La speciale tenuità del danno patrimoniale non è riconoscibile quando il danno cagionato non sia esiguo; nel caso concreto il danno di euro 500 è stato ritenuto non tenue.

  • art. 62 bis c.p.

    Le attenuanti generiche possono essere negate sulla base della negativa personalità dell'imputato e dei suoi precedenti penali, anche specifici, se la motivazione del giudice di merito è congrua e non illogica.

  • art. 611, comma 1, c.p.p.

    Le memorie pervenute tardivamente non possono essere prese in considerazione nel giudizio di legittimità.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono ammissibili censure che si limitino a riproporre questioni di merito già esaminate e disattese dal giudice di appello, quando la motivazione impugnata sia congrua e logicamente coerente.
  • La distinzione tra mero inadempimento contrattuale e truffa va risolta valorizzando gli elementi oggettivi e soggettivi della condotta; la titolarità degli strumenti usati per la frode, la disponibilità dell'utenza impiegata nelle trattative, l'irreperibilità dopo il pagamento e l'assenza di denuncia di smarrimento dei documenti possono integrare il quadro indiziario della truffa on-line.
  • La valutazione sulla speciale tenuità del danno patrimoniale e sul riconoscimento delle attenuanti generiche è rimessa al giudice di merito e non è sindacabile in cassazione se sorretta da motivazione non illogica.
  • Un danno di importo non modesto, anche se non elevatissimo, può escludere la speciale tenuità richiesta per l'attenuante della truffa; inoltre, i precedenti penali, specie se specifici, possono costituire ragione ostativa al riconoscimento delle attenuanti generiche.

Come è indicizzato

MaterieTruffaImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
SottomaterieTruffa online
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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