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Cassazione Penale, Ordinanza n. 02571/2026 del 22/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (sorveglianza)

La controversia

Il condannato ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva rigettato il reclamo contro il diniego del Magistrato di sorveglianza di Padova di concedere la liberazione anticipata per otto semestri, dal 24/06/2020 al 23/06/2024. La decisione negativa era fondata su due condotte disciplinarmente rilevanti maturate nel periodo considerato e sul fatto che l'interessato risultava ancora imputato per gravi reati. Nel ricorso per cassazione si deducevano violazione di legge in relazione all'art. 54 della legge sull'ordinamento penitenziario e vizio di motivazione, sostenendo in sostanza che il tribunale non si fosse confrontato con le deduzioni difensive e che i reati ancora sub iudice fossero risalenti nel tempo. La Corte ha però rilevato che le censure erano incentrate su questioni di merito, non si confrontavano con la motivazione del provvedimento impugnato e riproponevano argomenti già esaminati e motivatamente disattesi in sede di sorveglianza.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le doglianze fossero interamente versate in fatto e non colpissero la ratio decidendi dell'ordinanza impugnata, la quale aveva valorizzato, con motivazione congrua e non illogica, la gravità delle condotte disciplinari e la pendenza di ulteriori gravi imputazioni come indici di mancata adesione all'opera rieducativa. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 54 l. 26 luglio 1975, n. 354

    norma richiamata quale fondamento del beneficio della liberazione anticipata; la Corte ne dà applicazione in relazione alla valutazione della partecipazione del condannato all'opera di rieducazione, ritenendo legittimo il diniego fondato su elementi ostativi valorizzati dal tribunale di sorveglianza.

  • art. 616 c.p.p.

    in caso di inammissibilità del ricorso, comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, salvo ipotesi di esonero.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità avverso provvedimenti in materia di liberazione anticipata non sono ammissibili censure che si risolvano in una mera rilettura del merito o nella contrapposizione di una diversa valutazione degli elementi già esaminati dal giudice di sorveglianza.
  • È legittimo negare la liberazione anticipata quando il giudice valorizzi, con motivazione congrua e non contraddittoria, condotte disciplinarmente rilevanti e la pendenza di gravi imputazioni come indici di mancata adesione del condannato al percorso rieducativo.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando non si confronta con la ratio decidendi del provvedimento impugnato e si limita a riprodurre argomentazioni già esaminate e disattese dal giudice di merito.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in difetto di cause di esonero, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieLiberazione anticipataImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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