Sentenza del 10/08/2023 n. 24432 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Ricorso per revocazione ex art. 391 bis e 395 n. 4 c.p.c. avverso la sentenza di Cassazione che aveva accolto in parte il ricorso dell'Agenzia e rinviato la causa alla Commissione regionale. La società denunciava errori di fatto e omissioni nell'esame degli atti da parte della Corte di cassazione: mancata lettura di memorie ex art. 380 bis.1 c.p.c., errata indicazione della CAD e della merce, omissione di valutazione riguardo alla legittimità costituzionale dell'art. 380 bis.1 c.p.c., richiesta di rinvio pregiudiziale alla CGUE sul ruolo dell'OLAF e del certificato d'origine, e incompleta considerazione degli obblighi di controllo dell'autorità doganale filippina e della diligenza dell'importatore.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso per revocazione inammissibile. Ha ritenuto che le doglianze sollevate concernessero valutazioni giuridiche e non errori di fatto 'incontrovertibilmente esclusi' come richiesto dall'art. 395 n.4 c.p.c.; le supposte omissioni (inclusa la presunta mancata lettura della memoria ex art. 380 bis.1) non erano decisive né mostravano un'illogicità insanabile nella decisione impugnata. Errori materiali (errata indicazione della denominazione della CAD o descrizione della merce) sono stati qualificati come mere imprecisioni non rilevanti ai fini della revocazione. Respinta quindi la richiesta di revocazione; condanna della ricorrente alle spese di giudizio e liquidazione di Euro 7.500,00 a favore della controricorrente; applicazione delle norme sul contributo unificato (D.P.R. n.115/2002, art.13).
Norme richiamate
Limita la revocazione agli errori di fatto decisivi e incontrovertibili; la Corte ha ritenuto che le doglianze non ricadessero in tale ipotesi.
Norma che disciplina il ricorso per revocazione in generale; la Corte ha richiamato i criteri di ammissibilità e il confine tra errore di fatto e errore di diritto.
Riferita nella doglianza come possibile violazione procedurale; la Corte ha ritenuto la fattispecie non regolata da tale specifico procedimento (sezione filtro soppressa) e ha escluso la violazione.
Regola il processo camerale davanti alle sezioni ordinarie della Cassazione e la disciplina delle memorie; la Corte ha considerato che la memoria depositata era menzionata e comunque non decisiva ai fini della decisione.
Regolamento (CEE) n. 2913/1992 (codice doganale comunitario)
Richiamato come quadro normativo sostanziale per la valutazione della diligenza e responsabilità nelle dichiarazioni doganali; la Corte ha ritenuto necessario che il giudice d'appello rivalutasse i fatti alla luce dei principi comunitari già chiariti dalla giurisprudenza.
art. 267 TFUE
Rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE evocato dalla ricorrente; la Corte ha ritenuto non necessario il rinvio in presenza di giurisprudenza CJEU consolidata.
art. 6 CEDU
Richiamato nella doglianza (garanzia di equo processo); la Corte ha escluso la violazione perché le questioni procedurali erano state correttamente applicate secondo le regole pertinenti.
art. 47 Carta dei diritti fondamentali UE
Richiamato nella doglianza (diritto a un ricorso effettivo); la Corte ha ritenuto la questione infondata rispetto al procedimento seguito.
art. 101 Cost. e art. 111 Cost.
Citati dalla parte nell'ambito della presunta violazione costituzionale; la Corte non ha ritenuto sussistente violazione degli artt. richiamati in relazione alla trattazione processuale.
D.P.R. n. 115/2002, art. 13, comma 1 quater
Richiamato in riferimento all'ulteriore contributo unificato dovuto; la Corte ne dà atto nell'ordinanza sulle spese.
Massime di principio
- Il ricorso per revocazione ex art. 395 n.4 c.p.c. è ammissibile solo per errori di fatto manifesti, decisivi e incontrovertibili; non può essere usato per censurare valutazioni giuridiche o argomentazioni sfavorevoli al ricorrente.
- La mera omissione o la non condivisione delle argomentazioni giuridiche di una memoria depositata non costituisce automaticamente errore revocatorio: occorre dimostrare che la mancata considerazione riguardava un fatto decisivo la cui assenza o presenza sia provata dagli atti e avrebbe determinato diversa statuizione.
- Errori materiali o di trascrizione (errata indicazione della denominazione di una parte o della descrizione della merce) sono irrilevanti ai fini della revocazione se non incidono sulla decisione di merito.
- Le questioni di diritto comunitario richiedenti rinvio pregiudiziale alla CGUE non sono necessarie quando esiste giurisprudenza CJEU consolidata che già fornisce criteri interpretativi applicabili al caso concreto.
- La distinzione tra errore di fatto e errore di diritto è cruciale: la revocazione tutela soltanto la prima, mentre la seconda si disputa nel normale alveo della impugnazione per motivi di diritto.
- In contenziosi doganali, la valutazione della diligenza dell'importatore o del dichiarante va fatta alla luce del diritto nazionale ed europeo e può richiedere, in sede di merito, nuova valutazione fattuale conforme ai principi comunitari indicati dalla giurisprudenza.
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