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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31862/2022 del 29/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il motivo relativo alla prescrizione, rilevando che l'ultimo atto consumativo risale al 17/01/2013 e che, con le sospensioni conteggiate, la prescrizione è maturata il 24/07/2020, antecedente alla sentenza della Corte d'appello del 18/01/2021. Non essendovi elementi per applicare l'art. 129, comma 2 c.p.p., la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Imputato ricorre per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Palermo che aveva confermato la condanna per furto di energia elettrica. Ha proposto tre motivi: decorso della prescrizione rispetto alla data dell'ultimo captatore abusivo (17/01/2013), vizio di motivazione sulla affermazione di responsabilità e diniego dell'applicazione dell'art. 131-bis cod. pen. (circostanze attenuanti). Il motivo principale ritenuto fondato riguarda la prescrizione: la prescrizione del delitto di furto di energia decorre dall'ultima captazione abusiva, qui individuata nella rimozione del captatore il 17/01/2013 (e non dalla verifica tecnica del 03/08/2013), e tenuto conto di giorni di sospensione procedurale il termine prescrizionale è decorso prima della sentenza impugnata.

Norme richiamate

  • art. 606, comma primo, lett. b) cod. proc. pen.

    Consente il motivo in cassazione che deduce l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione maturata prima della sentenza impugnata; la Suprema Corte ricorda l'ammissibilità di tale doglianza anche con unico motivo.

  • Sez. U, n. 12602 del 17/12/2015 (precedente giurisprudenziale)

    Giurisprudenza della Corte che conferma l'ammissibilità del ricorso per cassazione volto ad accertare l'estinzione del reato per prescrizione non dichiarata in sede di merito.

  • Sez. 4, n. 53456 del 15/11/2018 (Fargetta)

    Principio secondo cui il termine di prescrizione per il delitto di furto di energia elettrica decorre dall'ultima delle plurime captazioni, trattandosi di una azione furtiva a consumazione protratta; quindi si prende come termine iniziale l'ultimo atto materiale di captazione.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti speciali; nella sentenza si fa riferimento al diniego dell'applicazione ma la Cassazione ha deciso sul tema della prescrizione, non entrando nel merito dell'applicazione di tale norma.

  • art. 129, comma 2 cod. proc. pen.

    Norma che consente, in particolari casi, di decidere sul merito nonostante intervenuta estinzione del reato; la Corte osserva l'assenza di elementi tali da farne applicazione e quindi procede all'annullamento per prescrizione.

Massime di principio

  • In reati costituiti da captazioni ripetute (es. furto di energia) la prescrizione decorre dall'ultima captazione effettiva e non da successivi accertamenti tecnici.
  • Se la prescrizione è maturata prima della sentenza impugnata, la Corte di Cassazione può rilevarla d'ufficio e annullare senza rinvio la decisione impugnata quando il reato è estinto.
  • Il conteggio del termine prescrizionale deve tener conto delle sospensioni legittime (es. impedimento del difensore); tali giorni possono incidere sulla maturazione della prescrizione.
  • La deduzione di estinzione per prescrizione è ammissibile in cassazione anche come unico motivo ai sensi dell'art. 606 c.p.p.; non è necessario che il giudice di merito l'abbia dichiarata.
  • L'applicazione dell'art. 129, comma 2 c.p.p. (decidere sul merito nonostante l'estinzione) richiede elementi specifici; in assenza di tali elementi prevale la declaratoria di estinzione e l'annullamento senza rinvio.

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