Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40922/2023 del 09/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto di competenza territoriale in relazione alle misure cautelari adottate nel procedimento contro Esposito Gennaro e Giordano Ciro. Il Giudice per le indagini preliminari di Verona, con ordinanza del 27/03/2023, aveva emesso una misura cautelare ma dichiarato la propria incompetenza in favore del GIP di Trento ritenendo più grave il reato di truffa (art. 640 c.p.) per il ruolo marginale degli indagati; il GIP di Trento ha poi emesso la misura (art. 27 c.p.p.). Il Tribunale del riesame di Trento, investito in sede incidentale dalle difese, ha invece ritenuto che il reato più grave fosse quello di cui al capo 4-bis (art. 493-ter c.p.) e, non ravvisando i presupposti per l'interinale efficacia della misura cautelare, ha annullato l'ordinanza e disposto la liberazione, sollevando conflitto negativo di competenza perché il GIP di Verona si era già dichiarato incompetente.

La decisione

La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto e lo ha risolto riconoscendo la competenza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Verona. Ha ritenuto applicabile il criterio di cui all'art. 4 c.p.p. per individuare il reato "punito più gravemente": pur essendovi identica misura detentiva per gli artt. 493-ter e 640, la più alta sanzione pecuniaria prevista per l'art. 493-ter (multa da 310 a 1.550 euro) rispetto a quella dell'art. 640, comma 2-bis (multa da 309 a 1.549 euro) ha fatto prevalere il primo come reato più grave. Poiché il fatto relativo al capo 4-bis è stato consumato a San Giovanni Lupatoto (provincia di Verona), la competenza è attribuita al GIP di Verona; gli atti vanno trasmessi a quel giudice con le comunicazioni di cui all'art. 32, comma 2, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137

    Consente la presentazione di una requisitoria scritta da parte del pubblico ministero; nel caso è stata usata per chiedere che si dichiari la competenza del GIP di Verona.

  • art. 27 c.p.p.

    Norma citata in relazione all'emissione della misura cautelare da parte del GIP di Trento; richiamata per valutare l'interinale efficacia della misura e i presupposti di urgenza che il Tribunale del riesame ha ritenuto non sussistenti.

  • art. 4 c.p.p.

    Criterio primario per determinare la competenza: si prende come riferimento la pena stabilita dalla legge per ciascun reato consumato o tentato. La Corte lo applica considerando l'entità complessiva della pena (anche la sanzione pecuniaria) per individuare il reato "più grave".

  • art. 28 c.p.p.

    Richiamato come base per l'intervento della Corte a risolvere lo stallo processuale determinato dalla contrapposizione dei giudici; la norma regola la soluzione dei conflitti di competenza.

  • art. 32, comma 2, c.p.p.

    Norma richiamata in ordine alle comunicazioni e alla trasmissione degli atti al giudice dichiarato competente; la Corte dispone la trasmissione degli atti al GIP di Verona con le comunicazioni previste da questa disposizione.

  • art. 493-ter c.p.

    art. 493-ter, primo comma, cod. pen.

    Fattispecie contestata al capo 4-bis; la pena prevista (reclusione da 1 a 5 anni e multa da 310 a 1.550 euro) è stata ritenuta, nel suo complesso, più grave rispetto all'art. 640 comma 2-bis, determinando la competenza territoriale per il luogo della consumazione (Verona).

  • art. 640 c.p., comma 2-bis

    art. 640, comma 2-bis, cod. pen.

    Fattispecie della truffa aggravata: punita con la stessa reclusione (1-5 anni) ma con multa da 309 a 1.549 euro; la Corte ha ritenuto che, rispetto all'art. 493-ter, rappresenti reato meno grave per la minore sanzione pecuniaria.

  • art. 416 c.p.

    Articolo relativo all'associazione; presente negli atti come capo di imputazione ma non individuato come reato più grave ai fini dell'art. 4 c.p.p. nel caso concreto.

Massime di principio

  • Per determinare la competenza territoriale in caso di pluralità di reati si applica l'art. 4 c.p.p.: va considerata la pena prevista dalla legge per ciascun reato nel suo complesso (non solo la reclusione ma anche la sanzione pecuniaria), e il reato "punito più gravemente" determina la competenza.
  • Se più reati hanno la stessa pena detentiva, differenze nelle sanzioni accessorie o pecuniarie possono essere decisive per qualificare quale sia il reato più grave ai fini dell'art. 4 c.p.p.
  • La localizzazione territoriale del reato individuato come "più grave" (luogo della consumazione) determina la competenza territoriale del giudice del luogo in cui tale reato è stato commesso.
  • Quando due giudici (o un GIP e un Tribunale del riesame) adottano provvedimenti contrastanti e si crea una stasi processuale, è ammissibile il conflitto negativo di competenza e la Corte può intervenire per risolverlo (art. 28 c.p.p.).
  • L'interinale efficacia di una misura cautelare ai sensi dell'art. 27 c.p.p. richiede il concreto riscontro dei presupposti di urgenza: l'assenza di tali presupposti può rendere inefficace la misura incidentale disposta da un giudice ritenuto poi incompetente.
  • La valutazione del "ruolo" degli indagati (es. marginalità nell'associazione) non muta automaticamente la regola di attribuzione della competenza: è la graduazione delle pene legali dei reati contestati che guida la scelta del foro competente.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.