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Sentenza

Sentenza n. 1127/2026 - Catanzaro, Sezione 1

per l'annullamento - del decreto di respingimento della richiesta di rilascio del decreto di guardia particolare giurata zoofila della Prefettura di Vibo Valentia - Area 1 - Ordine e sicurezza pubblica - prot. n.-OMISSIS- dell’8 maggio 2024;

Giustizia amministrativa202401155

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego prefettizio di rilascio del decreto di guardia particolare giurata zoofila

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego prefettizio deducendo violazione degli artt. 11, 38, 39 e 138 TULPS, degli artt. 1 e 3 l. 241/1990 e delle circolari ministeriali del 30 ottobre 1996 e del 21 marzo 2014, nonché eccesso di potere, difetto di istruttoria, difetto di motivazione, irragionevolezza, sproporzionalità e contraddittorietà. Ha sostenuto che il provvedimento fosse solo apparentemente motivato, non chiarisse in che modo i precedenti e le pendenze penali a suo carico e la convivenza con una persona gravata da precedenti di polizia incidessero sulla sua attitudine e affidabilità, e che tali elementi fossero comunque inidonei a giustificare il diniego. Ha inoltre contestato le denunce per percosse e minacce, asserendo che fossero rimaste senza seguito, e la rilevanza della convivenza, deducendo di vivere in realtà altrove nonostante la formale residenza presso il convivente.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto applicabili gli artt. 11 e 138 TULPS, dai quali deriva che il richiedente deve possedere buona, ottima condotta politica e morale e che la nomina della guardia particolare giurata è soggetta all'approvazione prefettizia. La valutazione prefettizia in materia di autorizzazioni di polizia è ampia e può essere sindacata solo per errore di fatto o manifesta irragionevolezza. Nel caso concreto il provvedimento è stato giudicato adeguatamente istruito e motivato, poiché indicava le denunce e pendenze per percosse e minacce, la convivenza con persona gravata da precedenti di polizia e l'esistenza di un precedente diniego prefettizio, nel quale erano stati rilevati comportamenti denotanti elevata propensione alla litigiosità dell'interessato e del nucleo familiare. Tali elementi sono stati ritenuti non irragionevoli né illogici rispetto al giudizio di inidoneità morale e di inaffidabilità allo svolgimento delle funzioni. Il successivo cambio di residenza prodotto nel corso del giudizio è stato ritenuto irrilevante, dovendo la legittimità del provvedimento essere valutata con riferimento alla situazione esistente al momento della sua adozione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento di 2.000 euro di spese di giudizio, oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 138 TULPS, R.D. 773/1931

    La nomina delle guardie particolari giurate deve essere approvata dal prefetto; l'interessato deve essere persona di ottima condotta politica e morale.

    La qualifica richiede l'approvazione prefettizia e un giudizio positivo sulla condotta politica e morale, funzionale alla verifica dell'affidabilità del richiedente nello svolgimento delle specifiche funzioni.

  • art. 11 TULPS, R.D. 773/1931

    Le autorizzazioni di polizia possono essere negate a chi non può provare la sua buona condotta.

    Il diniego può fondarsi su una valutazione prefettizia della buona condotta e dell'affidabilità del richiedente.

  • artt. 1 e 3 l. 241/1990

    Sono stati invocati dal ricorrente in relazione ai principi dell'azione amministrativa e all'obbligo di motivazione; il TAR ha ritenuto il provvedimento adeguatamente motivato e istruito.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito la base normativa per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi delle persone private.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato unitamente alla normativa nazionale quale presupposto per la tutela dei dati personali contenuti nella sentenza.

Massime di principio

  • Nel procedimento per il rilascio della qualifica di guardia particolare giurata, il requisito della buona o ottima condotta politica e morale deve essere valutato in rapporto alle specifiche funzioni di tutela del patrimonio altrui e di incaricato di pubblico servizio, senza che sia necessariamente richiesto un giudizio di pericolosità sociale in senso proprio.
  • La valutazione prefettizia sull'affidabilità e sulla condotta del richiedente, nell'ambito delle autorizzazioni di polizia, è ampiamente discrezionale e resta sindacabile dal giudice amministrativo nei limiti dell'errore di fatto e dell'irragionevolezza.
  • Un diniego di autorizzazione di polizia è adeguatamente motivato quando indica gli elementi istruttori rilevanti e spiega il loro collegamento con il giudizio negativo di condotta morale e di affidabilità, anche senza dimostrare una specifica e attuale pericolosità sociale.
  • Precedenti o pendenze relativi a denunce per condotte violente o minacciose, la convivenza con persona gravata da precedenti di polizia e precedenti valutazioni prefettizie sulla litigiosità dell'interessato o del suo nucleo familiare possono concorrere, se adeguatamente istruiti e motivati, a fondare il giudizio negativo di affidabilità richiesto per la qualifica di guardia particolare giurata.
  • La legittimità di un provvedimento amministrativo deve essere valutata con riferimento alla situazione di fatto esistente al momento della sua adozione; le modificazioni sopravvenute nel corso del giudizio, come il successivo cambio di residenza, non incidono sulla legittimità originaria dell'atto.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezza
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblico
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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