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Sentenza

Sentenza n. 473/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l'esecuzione della Sentenza Tribunale di Palmi n. 517/2024 pubbl. il 23/04/2024 RG n. 2821/2023 passata in giudicato.

Giustizia amministrativa202500690

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio CalabriaSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Palmi, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto alla ricorrente la Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Palmi n. 517/2024, passata in giudicato, con cui il Ministero dell'Istruzione e del Merito era stato condannato ad attribuirle la Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023, nella misura di 500 euro per ciascun anno, oltre interessi. Ha dedotto e documentato la notificazione della sentenza all'amministrazione e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996. Dopo la proposizione del ricorso, l'amministrazione ha depositato documentazione attestante l'esecuzione della sentenza. In particolare, è stato documentato l'accredito, da parte di Sogei S.p.A., dell'importo dovuto nel borsellino elettronico della Carta del docente, avvenuto il 12 gennaio 2026. La ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che il credito riconosciuto dal giudice ordinario era stato integralmente soddisfatto mediante l'accredito dell'importo dovuto nella Carta elettronica del docente. Ha tuttavia posto le spese di giudizio a carico del Ministero, secondo il criterio della soccombenza virtuale e causale, poiché l'esecuzione era avvenuta con ingiustificato ritardo e soltanto dopo la notificazione del ricorso per ottemperanza. Le spese sono state liquidate in 250 euro, oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori della ricorrente dichiaratisi antistatari. È stata inoltre ordinata l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base del giudizio di ottemperanza per l'esecuzione della sentenza passata in giudicato.

  • art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669

    Il termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione delle sentenze nei confronti delle amministrazioni era decorso prima della proposizione del ricorso.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione esegue integralmente, nel corso del giudizio di ottemperanza, il comando contenuto nella sentenza passata in giudicato, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere per sopravvenuta soddisfazione della pretesa.
  • La cessazione della materia del contendere non esclude la regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza, quando l'amministrazione abbia dato esecuzione tardiva al giudicato soltanto dopo la proposizione del ricorso di ottemperanza.
  • Il ricorso per ottemperanza è proponibile, nei confronti di un'amministrazione, dopo la notificazione della sentenza e il decorso del termine dilatorio previsto dalla legge per l'adempimento spontaneo.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPersonale scolasticoSpese di lite
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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