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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22375/2022 del 08/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Fontana impugnava la sentenza di appello che lo aveva ritenuto responsabile, in concorso con altri, di aver dato in locazione immobili a Pulsano ad Adinolfi (subfornitore per l'accoglienza rifugiati) dove furono alloggiati cittadini extracomunitari privi di fornitura idrica. I motivi di ricorso denunciavano: 1) errata valutazione della prova, con particolare riferimento al fatto che le intercettazioni siano "prove deboli" non idonee da sole a fondare la condanna; 2) violazione di legge rispetto agli elementi costitutivi del reato, sostenendo che Fontana era solo comproprietario/locatore con rapporto privatistico verso Adinolfi (non titolare di contratto con la pubblica amministrazione) e quindi non integrava la fattispecie di reato contestata; 3) travisamento della prova nella interpretazione della intercettazione in cui si discuteva del controllo ASL e di "fatture false" relative al rifornimento d'acqua.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la decisione di merito non si basasse solo sulle intercettazioni ma anche sui contratti di locazione dai quali emergono clausole (uso per progetti Prefettura, attribuzione delle spese idriche) e la consapevolezza del fatto che gli immobili sarebbero stati destinati all'accoglienza. Ha confermato la valutazione sul punto che, pur non essendovi prova di frode intenzionale nella fornitura pubblica, l'inadempimento contrattuale che abbia determinato la mancanza di beni/servizi necessari ad un servizio pubblico integra la fattispecie di cui all'art. 355 c.p.; la Corte ha quindi ritenuto corretta la riqualificazione operata in sede di appello e ha confermato la decisione di merito (la Corte d'appello aveva rideterminato la pena a 6 mesi di reclusione e 400 euro di multa con diminuente per il rito abbreviato). Il ricorso è stato respinto e Fontana è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Utilizzato in combinazione con l'art. 355 c.p. per la qualificazione del reato in presenza di concorso di persone; la decisione lo applica per indicare la partecipazione concorrente nella condotta.

  • art. 355 cod. pen.

    La Corte interpreta l'art. 355 nel senso che, anche in assenza di proposito fraudolento, l'inadempimento degli obblighi derivanti da un contratto con lo Stato o ente pubblico che determini la mancanza, totale o parziale, di cose o opere necessarie a uno stabilimento o a un servizio pubblico integra il reato previsto da questa norma.

  • art. 1375 cod. civ.

    La sentenza richiama il principio di buona fede nell'esecuzione del contratto come parametro per valutare l'eventuale "apparenza ingannatoria" nei confronti della pubblica amministrazione; la violazione di tale principio può assumere rilevanza nella sfera penale se l'inadempimento comporta carenza di beni/servizi necessari.

  • art. 1322 cod. civ.

    Richiamato dalla difesa (sulla presunta intromissione nella autonomia negoziale), ma la Corte territoriale ha ritenuto corretta l'interpretazione delle clausole contrattuali e non ha ritenuto che vi fosse travisamento della volontà negoziale tale da escludere responsabilità.

Massime di principio

  • La mera qualità di proprietario o locatore non esclude automaticamente responsabilità penale se emerge consapevolezza e destinazione dell'immobile a un servizio pubblico: il requisito non è necessariamente un contratto diretto con la pubblica amministrazione.
  • Intercettazioni telefoniche considerate "prove deboli" devono essere corroborate da altri elementi probatori (ad es. contratti, clausole, comportamenti concordanti) per fondare la condanna.
  • Per l'integrazione del reato previsto dall'art. 355 c.p. non è sempre richiesto un proposito fraudolento: è sufficiente che l'inadempimento contrattuale determini la mancanza, totale o parziale, di cose o opere necessarie a un servizio pubblico.
  • In sede di Cassazione il travisamento della prova richiede che entrambe le decisioni di merito abbiano fatto una valutazione macroscopicamente e manifestamente erronea, o che il giudice di appello si sia fondato su elementi non esaminati dal primo giudice; critiche di merito isolate sulle valutazioni probatorie sono difficili da accogliere.
  • Le clausole contrattuali che attribuiscono responsabilità su utenze o utilizzi specifici (es. destinazione a progetti istituzionali) sono elementi chiave per dimostrare consapevolezza e collegamento funzionale con attività di natura pubblicistica.
  • Per difendersi efficacemente in casi simili è utile documentare la mancanza di consapevolezza rispetto alla destinazione dell'immobile, la concreta ripartizione delle responsabilità contrattuali sulle forniture e ogni azione concreta posta in essere per adempiere agli obblighi di tutela della salute pubblica (es. segnalazioni, richieste di adeguamento).

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