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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33154/2025 del 07/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata su denaro contante e monili. Si deduceva: 1) illegittimità del sequestro preventivo perché fondato su un precedente sequestro probatorio disposto dalla P.G. non convalidato nei termini; 2) errore nel ritenere la ricorrente imputata del reato di estorsione (art. 629 c.p.), posto che in fase cautelare la misura personale riguardava soltanto il reato di associazione (art. 416 c.p.) e in atti processuali con riti diversi taluni fatti erano stati qualificati come truffa; 3) illegittimità del sequestro dei monili, la cui provenienza lecita sarebbe stata documentata.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che: l'eventuale invalidità del sequestro probatorio originario non invalida automaticamente un successivo sequestro preventivo, essendo diversi natura, finalità e presupposti dei due istituti; il sequestro preventivo finalizzato alla confisca ai sensi dell'art. 240-bis c.p. può essere disposto anche su beni già sottoposti a sequestro probatorio se ricorrono i presupposti per entrambi; nel caso concreto risultano sussistenti l'imputazione riconducibile all'art. 629 c.p. e la sproporzione tra redditi e valore dei beni, giustificando il mantenimento del sequestro; le censure sulla qualificazione del fatto in procedimenti diversi e le doglianze sulla motivazione riguardo ai monili non erano decisive o non dedotte adeguatamente nell'appello cautelare e quindi non rilevabili in questa sede. Per l'art. 616 c.p.p. la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 321, comma 1, cod. proc. pen.

    Riferimento alla possibilità di disporre il sequestro preventivo di natura impeditiva; la Cassazione conferma che tale misura può essere applicata anche su beni già sottoposti a sequestro probatorio, per la diversa natura e finalità.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Norma sulla confisca allargata: la Corte ha ritenuto applicabile il sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata quando sussista un reato ricompreso nel catalogo (qui richiamato l'art. 629 c.p.) e manchi adeguata giustificazione dei redditi rispetto ai beni.

  • art. 629 cod. pen.

    Reato (estorsione) richiamato come tipologia che rende possibile l'applicazione della confisca allargata; la Corte ha considerato rilevante l'attuale imputazione per valutare la legittimità del sequestro preventivo.

  • art. 416 cod. pen.

    Reato (associazione a delinquere) richiamato dalla difesa come misura cautelare personale originaria; la Corte ha però sottolineato che le qualificazioni in fasi diverse non escludono la legittimità del sequestro preventivo quando permangono i presupposti per la confisca allargata.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata dalla Corte per condannare la ricorrente.

  • Cass. Sez. 2, n. 43222 del 28/09/2022 (Yulin)

    Giurisprudenza citata per affermare che il sequestro preventivo impeditivo può essere disposto anche su beni già assoggettati a sequestro probatorio annullato, per la diversa natura e finalità degli istituti.

  • Cass. Sez. 6, n. 12544 del 12/02/2020 (Muscerino)

    Giurisprudenza citata per affermare che il sequestro preventivo finalizzato alla confisca ai sensi dell'art. 240-bis può essere disposto anche su beni già sottoposti a sequestro probatorio, se ricorrono i presupposti di entrambi gli istituti.

Massime di principio

  • L'invalidità o la mancata convalida di un sequestro probatorio non invalida automaticamente un successivo sequestro preventivo: i due istituti hanno presupposti, finalità e struttura differenti.
  • Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata (art. 240-bis c.p.) può essere disposto anche su beni già oggetto di sequestro probatorio, purché sussistano i presupposti per la confisca (natura del reato e sproporzione tra beni e redditi leciti).
  • Contestazioni sulla qualificazione dei fatti in procedimenti diversi o su decisioni assunte in altri riti (es. abbreviato) non sempre sono decisive nel giudizio sul sequestro preventivo e possono risultare non sindacabili se non rilevanti per i presupposti della misura cautelare reale.
  • Per ottenere la restituzione di beni (es. monili) è fondamentale dedurne specificamente e tempestivamente l'estraneità e fornire prove documentali rilevanti già nelle fasi di gravame; assenze di deduzioni specifiche possono precludere la loro valutazione in sede di cassazione cautelare.
  • Chi impugna un provvedimento cautelare deve concentrarsi su profili irrevocabili del sequestro (nexus tra beni e reato, sproporzione patrimoniale, mancanza di presupposti per la confisca): questioni procedurali formali possono essere giudicate non decisive se i presupposti sostanziali ricorrono.

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