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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31562/2023 del 20/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente aveva chiesto l'ammissione all'affidamento in prova al servizio sociale o, in subordine, alla detenzione domiciliare per l'esecuzione di una pena di un anno e un mese di reclusione inflitta per plurime violazioni degli obblighi di assistenza familiare commesse tra marzo 2009 e aprile 2018. Il Tribunale di sorveglianza aveva rigettato le istanze ritenendo che il curriculum criminale, le pendenze per reati anche recenti, l'incerta posizione lavorativa e la carente presa di coscienza degli illeciti (mancato avvio del processo di emenda) ostassero all'ammissione alle misure alternative.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile la memoria difensiva depositata oltre i termini e, nel merito, ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato la valutazione del Tribunale di sorveglianza: persistenza di condotte illecite nel tempo, pendenze per reati di rilievo fino al 2021, incertezza reddituale e mancanza di elementi probanti di ravvedimento, con conseguente prognosi negativa sulla sicurezza sociale. Ha inoltre ritenuto non decisiva l'errata indicazione, nella motivazione del Tribunale, della durata di una sanzione (quattro anziché sei mesi) e ha affermato che la necessità di aggiornare il cumulo non inficia la legittimità dell'ordinanza impugnata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616, comma 1, primo periodo, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 611, comma 1, cod. proc. pen.

    termine di cinque giorni previsto dall'art. 611, comma 1, cod. proc. pen.

    Le memorie e le produzioni difensive depositate oltre il termine di cinque giorni prima dell'udienza sono tardive e non possono essere prese in considerazione nel giudizio di legittimità.

  • art. 47, legge 26 luglio 1975, n. 354

    L'affidamento in prova al servizio sociale è una misura alternativa finalizzata alla rieducazione; la sua concessione richiede un giudizio prognostico basato sull'osservazione della personalità e della condotta successiva del condannato, nonché l'avvio di un significativo processo di emenda.

  • art. 47-ter, legge 26 luglio 1975, n. 354

    Se il processo di emenda non è riscontrato nella misura richiesta, il condannato può comunque essere ammesso alla detenzione domiciliare solo a condizione che sia escluso il pericolo di commissione di nuovi reati e che sussistano i limiti di pena e i requisiti previsti.

  • art. 616, comma 1, primo periodo, cod. proc. pen.

    Prevede la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • L'ammissione all'affidamento in prova richiede l'avvio di un concreto processo di emenda: semplice dichiarazione di ravvedimento non è sufficiente.
  • Il giudice valuta la natura e la gravità dei reati, i precedenti e le pendenze, ma anche la condotta successiva al fatto-reato, la stabilità lavorativa e la presa di coscienza dell'illecito.
  • Pendenze recenti e reiterazione di condotte analoghe pesano fortemente a sfavore dell'ammissione a misure alternative.
  • Se non emerge un sufficiente segnale di emenda, è possibile valutare la detenzione domiciliare solo se si esclude il pericolo di recidiva e se ricorrono i limiti di legge.
  • Errori formali o discordanze nella quantificazione di sanzioni relative a distinti procedimenti (es. 4 vs 6 mesi) non compromettono automaticamente la legittimità di un provvedimento motivato sulla base della ripetizione di illeciti e della mancanza di ravvedimento.
  • Memorie e documenti depositati oltre i termini processuali previsti non saranno considerati dal giudice di legittimità.

Testo integrale

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