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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24206/2025 del 01/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso tempestivo e ha accertato la presenza della remissione della querela e della sua accettazione. Alla luce della giurisprudenza consolidata e dell'art. 129 cod. proc. pen., ha dichiarato l'estinzione del reato per remissione di querela e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Le spese processuali sono state poste a carico della ricorrente.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Haldares Mara era stata condannata in primo grado e la condanna era stata confermata dalla Corte d'Appello di Bologna per il reato previsto dagli artt. 56 (tentativo) e 624 (furto) cod. pen. Con ricorso per cassazione l'imputata deduceva vizi di motivazione e erronea applicazione di legge. Successivamente, in pendenza del ricorso, la persona offesa ha rimesso la querela e tale remissione è stata accettata dall'imputata; essendo il reato procedibile a querela di parte, la remissione accettata determina l'estinzione del reato

Norme richiamate

  • Codice penale

    Art. 56 in relazione ad art. 624: la condanna era per tentativo di furto. Non rilevante ai fini dell'estinzione, ma identifica il reato soggetto a querela di parte (furto).

  • Codice di procedura penale

    art. 129, comma 1 e comma 2; art. 620, comma 1, lett. a)

    Art. 129 regola la remissione della querela; il comma 2 indica le condizioni di evidenza che il giudice di legittimità deve verificare. Art. 620 lett. a) disciplina l'annullamento con declaratoria di estinzione del reato quando la causa sopravvenuta estingue il reato.

  • Giurisprudenza - Sez. U

    Sez. U, n. 24246 del 25/02/2004 (Chiasserini), Rv. 227681

    La remissione di querela intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e ritualmente accettata determina l'estinzione del reato e deve essere rilevata dal giudice di legittimità se il ricorso è tempestivo.

  • Giurisprudenza - Sez. 4

    Sez. 4, n. 45594 del 11/11/2021 (Vitucci), Rv. 282301

    Conferma il principio che la remissione accettata estingue il reato anche in pendenza del ricorso per cassazione.

  • Giurisprudenza - Sez. 5

    Sez. 5, n. 4233 del 11/11/2008 (Mazzamuto), Rv. 242959

    In presenza di causa di estinzione del reato per remissione di querela, il controllo di legittimità è limitato alla constatazione dell'evidenza delle condizioni dell'art. 129 comma 2, e l'annullamento con rinvio è incompatibile con la declaratoria di estinzione del reato.

Massime di principio

  • Se il reato è procedibile a querela di parte e la persona offesa rettamente rimette la querela, la remissione accettata dall'imputato estingue il reato anche se intervenuta in pendenza di ricorso per cassazione.
  • Il giudice di legittimità deve verificare la tempestività del ricorso e l'evidenza della remissione: il controllo è di mera constatazione, non di rivalutazione del merito.
  • Se sussiste l'estinzione del reato per remissione di querela, la Corte di cassazione annulla la sentenza senza rinvio e non può disporre un nuovo giudizio di merito.
  • Le spese processuali, in mancanza di diversa pattuizione, sono poste a carico della querelata (imputata) anche se la remissione comporta l'estinzione del reato.
  • È fondamentale che la remissione sia formalmente documentata e che l'accettazione dell'imputato risulti dagli atti; in difetto, l'estinzione potrebbe non essere dichiarata.

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