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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12236/2026 del 01/05/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dalla presentazione, dopo il completamento dei lavori di un fabbricato destinato al culto nel Comune di Gubbio, della dichiarazione DOCFA per l’accatastamento dell’immobile con proposta di classamento in categoria E/7 e rendita catastale pari a zero. L’Ufficio catastale respingeva la dichiarazione perché ritenuta incompleta, in particolare per la mancata compilazione del quadro H e per l’omessa indicazione di una rendita, e successivamente rigettava anche l’istanza di autotutela dell’associazione. La contribuente impugnava il diniego e la Corte tributaria regionale accoglieva l’appello, ritenendo impugnabile l’atto e legittima la rendita zero per un luogo di culto. L’Agenzia delle Entrate ricorre in cassazione con due motivi: con il primo deduce la violazione dell’art. 19 del d.lgs. n. 546/1992, sostenendo che il diniego di autotutela non sia autonomamente impugnabile; con il secondo denuncia la violazione della disciplina catastale (R.D.L. n. 652/1939, d.P.R. n. 1142/1949, d.m. n. 701/1994, d.m. n. 28/1998), assumendo che gli edifici di culto, se dichiarati o variati in catasto, debbano comunque essere censiti con attribuzione di una rendita, non potendo questa essere pari a zero.

La decisione

La Corte rigetta il primo motivo di ricorso, ritenendo impugnabile l’atto di diniego relativo alla procedura catastale, ma accoglie il secondo motivo: afferma che, ove un edificio destinato al culto pubblico sia oggetto di dichiarazione o variazione catastale, deve essere censito secondo le regole generali e la proposta DOCFA deve indicare una categoria e una rendita diversa da zero, poiché tali immobili non rientrano tra quelli iscritti senza rendita ex art. 3, comma 2, d.m. n. 28/1998. La sentenza impugnata viene quindi cassata; non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte decide nel merito e rigetta il ricorso originario dell’associazione contribuente. Spese integralmente compensate per la peculiarità della questione.

Norme richiamate

  • art. 19 d.lgs. n. 546/1992

    L’atto di diniego relativo a una procedura catastale, anche se qualificato come diniego di autotutela, può essere impugnato quando incide immediatamente sulla posizione del contribuente in materia di operazioni catastali.

  • art. 2, comma 2, d.lgs. n. 546/1992

    La giurisdizione tributaria comprende le controversie su consistenza, classamento delle unità immobiliari urbane e attribuzione della rendita catastale.

  • art. 6 R.D.L. n. 652/1939

    I fabbricati destinati all’esercizio dei culti non sono soggetti a dichiarazione catastale in via generale.

  • art. 8 d.P.R. n. 1142/1949

    Gli edifici destinati all’esercizio pubblico del culto sono unità immobiliari che, per singolarità, non si classificano nelle ordinarie categorie e classi.

  • art. 30 d.P.R. n. 1142/1949

    Per le unità immobiliari di cui all’art. 8 la rendita si accerta comunque mediante stima diretta per ogni singola unità.

  • art. 20 R.D.L. n. 652/1939

    come sostituito dall'art. 2 d.lgs. n. 514/1948

    La dichiarazione di variazione catastale deve seguire le regole tecniche previste per l’accertamento e la classificazione dell’immobile.

  • art. 56 d.P.R. n. 1142/1949

    La dichiarazione per immobili urbani di nuova costruzione è soggetta a regole di accertamento e classificazione catastale.

  • art. 1, commi 2 e 3, d.m. n. 701/1994

    La proposta di classamento presentata dal proprietario è soggetta al controllo dell’amministrazione finanziaria e alla determinazione della rendita definitiva.

  • art. 3, comma 2, d.m. 2 gennaio 1998, n. 28

    Gli edifici destinati al culto pubblico non rientrano tra gli immobili iscrivibili in catasto senza attribuzione di rendita.

  • art. 36 d.P.R. n. 917/1986

    L’esenzione da imposizione per le unità immobiliari destinate esclusivamente all’esercizio del culto attiene al profilo reddituale/fiscale e non esclude l’attribuzione catastale della rendita.

  • art. 25 d.P.R. n. 917/1986

    I redditi fondiari presuppongono l’iscrizione in catasto con attribuzione di rendita, ma ciò non incide sulla distinta natura tecnica della rendita catastale.

  • art. 53 Cost.

    L’attribuzione di rendita agli immobili di culto non viola il principio di capacità contributiva, poiché la rendita non coincide con il tributo.

  • artt. 8 e 19 Cost.

    La disciplina catastale degli immobili di culto è ritenuta compatibile con la tutela della libertà religiosa e del culto.

  • art. 24 Cost.

    La Corte d’appello aveva richiamato il diritto di difesa per sostenere l’impugnabilità del diniego, ma la Cassazione fonda l’accoglimento del primo motivo sull’art. 19 del d.lgs. n. 546/1992.

Massime di principio

  • In materia catastale, è impugnabile davanti al giudice tributario l’atto con cui l’amministrazione respinge una richiesta di classamento o di variazione catastale, anche quando sia formalmente qualificato come diniego di autotutela, se esso incide immediatamente sulla posizione del contribuente.
  • Gli edifici destinati al culto pubblico, quando siano oggetto di dichiarazione o variazione catastale, devono essere censiti secondo le regole generali del sistema catastale e la proposta del dichiarante deve contenere categoria e rendita; la rendita non può essere indicata pari a zero.
  • La rendita catastale ha natura tecnico-estimativa e inventariale e non coincide con il presupposto d’imposta: l’eventuale esenzione fiscale dell’immobile di culto deriva dalla sua destinazione funzionale, non dall’assenza di rendita catastale.
  • Le norme speciali che escludono talune unità immobiliari dall’attribuzione di rendita senza dichiarazione non sono suscettibili di applicazione analogica oltre i casi espressamente previsti.
  • Le circolari amministrative e le istruzioni tecniche non possono prevalere sulla disciplina normativa primaria e regolamentare che impone, per gli immobili di culto dichiarati in catasto, l’attribuzione di una rendita catastale.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributi
IstitutiOnere della provaGiudicato

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