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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30786/2025 del 15/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano il decreto che disponeva l'amministrazione giudiziaria, contestando (i) la procedura tenuta al termine del triennio di controllo giudiziario volontario (sostenendo che il Tribunale non poteva adottare, nella fase di verifica, una misura più afflittiva come l'amministrazione giudiziaria introdotta solo in discussione dal Procuratore generale), (ii) la mancanza dei presupposti di fatto e di diritto per ritenere la non occasionalità dell'agevolazione mafiosa (molti elementi erano già stati valutati all'atto dell'ammissione al controllo e taluni procedimenti penali risultavano positivamente definiti), (iii) la violazione del diritto di difesa e del contraddittorio, e (iv) alternativamente per la Fersalento la possibilità che il Tribunale disponesse il controllo giudiziario d'ufficio anziché l'amministrazione giudiziaria per aggirare il limite triennale.

La decisione

La Corte ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto legittimo che, nella fase di verifica finale del controllo giudiziario, il Tribunale possa disporre l'amministrazione giudiziaria sia in caso di violazione delle prescrizioni sia quando, comunque, ricorrano i presupposti autonomi dell'art. 34 d.lgs. 159/2011; ha sottolineato che i giudici di merito hanno distinto e valorizzato elementi nuovi sopravvenuti nel triennio e hanno adeguatamente motivato il giudizio di non occasionalità dell'agevolazione mafiosa. Le censure dirette alla valutazione di fatto sono state dichiarate inammissibili in Cassazione (questioni di merito/nonriazione), applicando gli artt. 10 e 27 del d.lgs. 159/2011. È stato inoltre chiarito che il controllo giudiziario, sia disposto su richiesta che d'ufficio, costituisce un'unica misura soggetta al termine massimo triennale e non può essere semplicemente prolungato con un nuovo controllo d'ufficio dopo il decorso del termine; infine il Consorzio è stato incluso nella misura anche per ragioni derivate, avendo più consorziate coinvolte in elementi di pericolosità che rendono concretamente possibile l'uso del consorzio per condotte illecite.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 34

    Consente l'applicazione dell'amministrazione giudiziaria quando sussistono presupposti di pericolosità non occasionale e giustifica il passaggio a una misura più afflittiva rispetto al controllo; può essere applicata anche se individuata nella fase di verifica del controllo giudiziario quando ricorrono i suoi presupposti

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 34-bis

    Disciplina il controllo giudiziario (volontario o d'ufficio), prevede il termine massimo triennale e stabilisce che il Tribunale, nella verifica finale, possa disporre l'amministrazione giudiziaria sia per violazioni delle prescrizioni sia se emergono i presupposti di cui all'art. 34

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 4, lett. a) e b)

    Definisce i reati e i comportamenti che configurano le condizioni di pericolosità e agevolazione di cui alle misure di prevenzione

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, artt. 10 e 27

    Limitano il sindacato in Cassazione sulle valutazioni di fatto/notoriazione svolte dai giudici di merito, rendendo inammissibili le doglianze che attengono alla valutazione probatoria e degli elementi indiziari

  • Codice penale, artt. 416 e 416-bis

    Riferimenti ai reati (associazione a delinquere e associazione di tipo mafioso) utili a qualificare la pericolosità di soggetti collegati alle società

  • Ordinanza Sezioni Unite n. 46898 del 26/9/2019 (Ricchiuto)

    Sottolinea il rapporto unitario e la gradualità tra le misure (interdittiva, controllo, amministrazione) e ammette il passaggio da forme meno invasive a forme più invasive in presenza di esigenze di prevenzione, in linea con il principio di proporzionalità

Massime di principio

  • Durante la verifica finale del controllo giudiziario il giudice può adottare l'amministrazione giudiziaria non solo quando siano state violate prescrizioni ma anche quando, in base a un quadro fattuale complessivo (compresi elementi nuovi sopravvenuti), ricorrano autonomamente i presupposti dell'art. 34.
  • Le critiche sulla valutazione concreta degli elementi fattuali (prove, apprezzamento degli indizi, valutazione della "pericolosità") sono in larga parte inammissibili in Cassazione perché attengono a motivazione e valutazione di merito riservate ai giudici di merito (applicazione di artt. 10 e 27 d.lgs. 159/2011).
  • Il controllo giudiziario disposto su richiesta e quello disposto d'ufficio costituiscono la stessa misura sostanziale soggetta al limite triennale: non è possibile "azzerare" il termine trasformando il controllo volontario scaduto in un controllo d'ufficio per aggirare il limite temporale.
  • La presenza di una società 'a rischio' all'interno di un consorzio può giustificare l'estensione della misura al consorzio stesso se sussiste un concreto pericolo che la società rischiosa usi il consorzio per condotte illecite e non risultino azioni effettive di separazione/liquidazione.
  • Le società sottoposte a controllo devono documentare e dimostrare compiutamente l'adempimento delle prescrizioni e l'efficacia delle misure di "self-cleaning" (rinnovamento organi, holding, cambi generazionali effettivi) con elementi chiari e tempestivi per contrastare l'apprezzamento negativo dei giudici.
  • La richiesta del Procuratore o del PM, anche se formulata in udienza, mette le parti in condizione di conoscere la possibilità di aggravamento e di esercitare il contraddittorio: la mancata sorpresa procedurale non è di per sé causa di illegittimità quando la possibilità è prevista dalla legge.

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