Cassazione Penale, Sentenza n. 9230/2025 del 06/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente chiedeva il riconoscimento del vincolo della continuazione fra tre sentenze di condanna emesse dal Tribunale di Catania rispettivamente il 14/11/2014, il 23/05/2019 e il 12/09/2019, tutte per reati di evasione. Denunciava violazione degli artt. 81 c.p. e 271 c.p.p., sostenendo che il ristretto arco temporale e la natura omogenea delle condotte dimostrassero l'esistenza di un unico disegno criminoso progettato dall'agente.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che, in tema di esecuzione, incomba sul condannato l'onere di allegare elementi specifici e concreti a sostegno della continuazione: la mera contiguità cronologica e l'identità del titolo di reato non sono sufficienti, poiché sono indici di abitualità e non automaticamente di un progetto criminoso unitario. Il ricorrente non ha fornito elementi nuovi né ha contrastato le argomentazioni del Tribunale; inoltre non ha spiegato le ragioni di ciascun allontanamento dagli arresti domiciliari. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile e il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
L'istituto della continuazione richiede prova o allegazione di un disegno criminoso unitario; la mera contiguità temporale e l'identità del titolo di reato non sono di per sé idonei a dimostrarlo.
Richiamato dal ricorrente come norma processuale attinente al gravame; la Corte valorizza l'onere di allegazione del ricorrente in sede di impugnazione dell'ordinanza di esecuzione.
Giurisprudenza (Sez. 1, Sentenza n. 35806 del 20/04/2016, Rv. 267580)
Principio applicato: grava sul condannato l'onere di allegare elementi specifici e concreti a sostegno della continuazione; indici come contiguità cronologica e identità di reato sono sintomatici di abitualità e non provano automaticamente un progetto unitario.
Massime di principio
- In sede esecutiva il ricorrente deve allegare elementi concreti e specifici che evidenzino l'esistenza di un progetto criminoso unitario: la mera cronologia degli episodi e l'identità della fattispecie non bastano.
- Indici come la contiguità temporale e l'omogeneità delle condotte sono più coerenti con l'abitualità criminale che con la continuazione; servono prove di un piano ideativo comune (ad es. organizzazione, pianificazione, coordinamento, motivazione unitaria).
- La continuità tra condotte di evasione è in linea di principio possibile, ma richiede una precisa allegazione delle ragioni e del progetto che ha determinato gli allontanamenti; spiegare le cause di ciascun episodio aiuta a valutare l'unicità del disegno criminoso.
- Se il giudicato di merito ha motivato sull'assenza di elementi idonei, il ricorrente deve confrontarsi specificamente con tali argomentazioni e proporre elementi nuovi; la mera riproposizione degli stessi indici non è efficace.
- La mancata allegazione o la genericità delle doglianze può determinare l'inammissibilità del ricorso e l'addebito delle spese e di sanzioni economiche (es. versamento alla cassa delle ammende).
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