Cassazione Penale, Sentenza n. 21621/2024 del 30/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Palermo che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per il reato di cui all'art. 416-bis c.p. (esclusa l'aggravante del comma 6). I difensori contestavano: a) difetto di autonomia tra le ordinanze del G.I.P. e del Tribunale (mancata autonoma valutazione in sede di riesame); b) carenza del quadro indiziario circa la partecipazione dell'indagato al sodalizio mafioso, sostenendo che le intercettazioni acquisite siano state erroneamente valorizzate e non dimostrino la sua intraneità
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancata specificità dei motivi (motivi meramente reiterativi e non confrontati con le argomentazioni del Tribunale) e, comunque, in parte manifestamente infondato. La Corte ha confermato che il Tribunale aveva svolto una autonoma e ragionata valutazione, valorizzando plurime intercettazioni, videoriprese e annotazioni di P.G. che indicavano l'intraneità dell'indagato al sodalizio e l'attualità delle esigenze cautelari. L'interpretazione alternativa delle intercettazioni proposta dal ricorrente non poteva essere sindacata in Cassazione in assenza di travisamenti documentati o di motivazione manifestamente illogica o irragionevole. Condanna il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende; dispone gli adempimenti di cancelleria previsti
Norme richiamate
Contestato reato di associazione mafiosa; la circostanza aggravante del comma 6 è stata esclusa, ma la valutazione complessiva degli elementi ha giustificato la misura cautelare per la partecipazione al sodalizio
art. 292, comma 2, lett. c-bis) cod. proc. pen.
Stabilisce l'obbligo di valutazione autonoma del giudice in tema di misure cautelari anche in sede di gravame; la Corte conferma che 'autonomia' non richiede decisioni difformi ma una ragionata rielaborazione critica degli elementi
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Limiti di interesse per la riassunzione dei motivi nel ricorso; la Corte ha ritenuto il ricorso ripetitivo e non sufficientemente specifico nei limiti di interesse
Norma che autorizza la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di inammissibilità del ricorso
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Prescrive adempimenti di cancelleria a seguito del provvedimento; la cancelleria è incaricata degli adempimenti consequenziali
Massime di principio
- In sede di gravame su misure cautelari il giudice effettuail proprio autonomo apprezzamento: non è necessario che le decisioni siano difformi, purché emerga una ragionata rielaborazione critica degli elementi
- Motivi meramente reiterativi o generici rispetto a precedenti decisioni di merito sono inammissibili per mancata specificità: il ricorso deve indicare errori concreti e specifici
- L'interpretazione delle intercettazioni è questione di merito riservata al giudice di merito; la Cassazione interviene solo per manifesta illogicità, travisamento documentato o irragionevolezza della valutazione
- La semplice proposta di una lettura alternativa delle prove (es. intercettazioni) non è sufficiente in cassazione: occorre dimostrare errori valutativi rilevanti e specifici
- In caso di inammissibilità del ricorso per carenze formali o sostanziali il ricorrente può essere condannato alle spese e a sanzioni (es. somma alla Cassa delle ammende)
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 30 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 21337/2024 del 30/05/2024
- Sentenza penale · 30 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 21362/2024 del 30/05/2024
- Sentenza penale · 30 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 21472/2024 del 30/05/2024
- Sentenza penale · 30 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 21479/2024 del 30/05/2024
- Sentenza penale · 30 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 21487/2024 del 30/05/2024
- Sentenza penale · 30 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 21493/2024 del 30/05/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →