Cassazione Civile, Sentenza n. 12051/2022 del 13/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti, venditori di una porzione di fabbricato con cortile a Tempesta (compravendita del 5 aprile 2004), chiedevano che fosse accertato che la porzione trasferita corrispondesse allo stato di fatto del cortile e non alla rappresentazione catastale, sostenendo che una errata planimetria redatta da un tecnico (1994) aveva modificato la delimitazione del cortile. In primo grado il Tribunale aveva dato loro ragione; in appello Tempesta aveva ottenuto la riforma perché, a giudizio della Corte d'appello, i ricorrenti non avevano provato l'errore del tecnico ai sensi dell'art. 2697 c.c. e il bene era stato identificato con riferimento ai dati catastali indicati nell'atto. I ricorrenti hanno quindi proposto ricorso per cassazione deducendo, in sintesi, errata interpretazione della domanda e del contratto, omissione di esame di fatti decisivi e violazioni di norme sull'interpretazione contrattuale nonché una questione di incostituzionalità relativa all'art. 360 c.p.c.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in tutte le sue parti. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse dato una interpretazione plausibile e non manifestamente erronea del contratto, valorizzando il riferimento ai dati catastali contenuti nell'atto e considerando neutra/di stile la clausola che descriveva lo stato di fatto. Ha inoltre escluso l'omissione di esame di fatti decisivi (ritenuti comunque valutati o irrilevanti rispetto all'interpretazione contrattuale) e ha respinto la questione di incostituzionalità dell'art. 360 c.p.c. I ricorrenti sono stati condannati a rifondere le spese del giudizio al resistente (liquidate in euro 4.200 oltre oneri) e a eventuale contributo unificato aggiuntivo previsto dal d.P.R. n.115/2002.
Norme richiamate
Richiamata come principio sull'onere della prova: i ricorrenti dovevano provare l'errore tecnico posto a fondamento della loro domanda; la Corte d'appello ha rilevato l'insufficienza probatoria.
Richiamato nei motivi relativi alla valutazione e allegazione dei fatti e delle prove; la Corte ha ritenuto che le doglianze sulla valutazione probatoria siano sindacabili solo nei limiti consentiti.
Norme sull'interpretazione del contratto: la Corte ha affermato che l'interpretazione operata dal giudice di merito (lettura complessiva e letterale con rilievo dato ai dati catastali) è plausibile e quindi non censurabile in cassazione.
art. 360 c.p.c. (nn. 3, 4 e 5)
Richiamato come criterio di ammissibilità dei motivi di cassazione: i motivi proposti sono stati esaminati nei limiti di questo articolo e la contestata anomalia motivazionale prevista dal n.5 non è stata ritenuta sussistente.
Citato dai ricorrenti in relazione alla verifica della volontà contraente; la Corte ha osservato che i ricorrenti avevano invece fondato la loro domanda sull'errore tecnico e pertanto la doglianza non è stata accolta.
Richiamato con riferimento ai poteri decisori del giudice e alla valutazione delle prove; la Corte d'appello ha esercitato la valutazione discrezionale delle prove che la Cassazione non ha ritenuto viziata.
Menziato nell'ambito delle ragioni sulla compravendita e sulla identificazione dell'immobile; la questione è stata risolta in base all'interpretazione contrattuale complessiva.
art. 111 Cost.
Richiamato nella contestazione costituzionale relativa all'art. 360 c.p.c.; la Corte ha ritenuto che la normativa non violi il principio del giusto processo e limita soltanto i margini del controllo di legittimità, come già affermato in giurisprudenza.
Norme sul contributo unificato: la sentenza rileva l'eventuale obbligo dei ricorrenti al versamento di un contributo aggiuntivo in caso di imponibilità.
Massime di principio
- Se un contratto di compravendita contiene un riferimento ai dati catastali per l'individuazione dell'immobile, tale richiamo può essere determinante nell'interpretazione del negozio anche in presenza di discordanza con lo stato di fatto, a meno che non sia provato in modo solido che le parti intendevano espressamente riferirsi allo stato di fatto e non ai dati catastali.
- L'onere di provare un errore tecnico o materiale (ad esempio una planimetria catastale erronea) grava su chi afferma tale errore (art. 2697 c.c.); semplici allegazioni non soddisfano l'onere probatorio se non corredate da prove adeguate.
- L'interpretazione del contratto spetta al giudice di merito e le sue conclusioni, se plausibili e motivate, non sono sindacabili dalla Corte di Cassazione se non si dimostra che l'interpretazione è manifestamente illogica o contraria alle regole di diritto richiamate.
- La mancata allegazione o sottoscrizione delle planimetrie catastali nell'atto notarile può essere rilevante ma non è automaticamente determinante: conta il contenuto complessivo dell'atto e la volontà delle parti desumibile dalle clausole contrattuali.
- Le censure in cassazione per omesso esame di fatti o per vizio di motivazione sono ammesse solo nei limiti stabiliti dall'art. 360 c.p.c.; la mera divergenza di valutazione delle prove non basta per ottenere la cassazione.
- Le questioni costituzionali contro le norme di procedura (ad es. limitazioni del sindacato sulla motivazione) sono difficili da accogliere: la Consulta e la giurisprudenza di legittimità richiedono che il vizio costituzionale si traduca in una effettiva lesione del diritto di difesa o del giusto processo.
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