Cassazione Penale, Sentenza n. 8931/2022 del 16/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Proc. Gen. ha impugnato la sentenza del Tribunale di Patti che aveva condannato Sambataro (mesi 8 di reclusione e Euro 300 di multa) denunciando la violazione dell'art. 62-bis cod. pen.: il Tribunale avrebbe concesso le circostanze attenuanti generiche e le avrebbe bilanciate con le aggravanti in regime di equivalenza fondandosi unicamente sulla mera incensuratezza dell'imputato. Il ricorso contestava che la sola assenza di precedenti non può giustificare la concessione delle attenuanti generiche, alla luce della modifica normativa che impedisce tale uso automatico del beneficio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio, rinviando per nuovo giudizio alla Corte d'Appello di Messina. La Corte ha richiamato la necessità che la concessione delle circostanze attenuanti generiche sia motivata positivamente con l'indicazione degli elementi concreti che giustificano la mitigazione, e ha applicato le regole procedurali rilevanti riguardo al ricorso del Procuratore Generale in luogo del Procuratore della Repubblica (ricorso per "saltum").
Norme richiamate
La Corte interpreta la norma alla luce della modifica del 2008 come esclusiva: la sola incensuratezza non può costituire base per concedere le circostanze attenuanti generiche; il giudice è obbligato a motivare positivamente gli elementi che giustificano la mitigazione del trattamento sanzionatorio.
art. 593-bis, comma 2, cod. proc. pen.
Richiamata in relazione all'acquiescenza del Procuratore della Repubblica di Patti: la condizione di tacita acquiescenza permette al Procuratore Generale di proporre il ricorso per cassazione in luogo del locale Procuratore.
art. 569, comma 4, cod. proc. pen.
Applicata per individuare il giudice competente al nuovo giudizio in ipotesi di ricorso per "saltum" del Pubblico Ministero (ossia quando il Proc. Gen. impugna in luogo del Procuratore della Repubblica).
artt. 110, 56, 624, 625, comma 1, nn. 2 e 7, e 61 n. 5 cod. pen.
Norme sostanziali inerenti il reato per cui l'imputato era stato condannato; richiamate come riferimento al capo di imputazione (reato commesso in Patti, Tindari, il 12/08/2017). Non sono il centro della censura che riguarda il trattamento sanzionatorio.
Massime di principio
- La mera incensuratezza non può costituire, di per sé, motivo sufficiente per concedere le circostanze attenuanti generiche: il giudice deve motivare positivamente con elementi concreti.
- Quando si applicano attenuanti generiche il bilanciamento con eventuali aggravanti richiede espressa e congrua motivazione, soprattutto se il risultato è un equilibrio tra fattori attenuanti e aggravanti.
- L'annullamento parziale della sentenza riguardante solo il trattamento sanzionatorio comporta il rinvio per un nuovo giudizio limitato alla determinazione della pena e delle misure patrimoniali correlate.
- In ipotesi di "ricorso per saltum" del Procuratore Generale (quando il Procuratore della Repubblica ha tacitamente acquiescito), va applicata la disciplina processuale per individuare il giudice competente al rinvio (art. 569, comma 4).
- Per ottenere attenuanti generiche efficaci è utile che la difesa proponga e documenti elementi specifici e peculiari del fatto o del soggetto che giustifichino la mitigazione, in modo da consentire al giudice una motivazione positiva e non presuntiva.
Testo integrale
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