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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35985/2026 del 13/10/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (indagato)

La controversia

Nel procedimento per il reato di cui all'art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990, il GUP dichiarava nulla la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini ex art. 415-bis c.p.p.: l'indagato aveva dichiarato domicilio presso la propria residenza, mentre l'avviso era stato notificato al difensore d'ufficio e presso il suo studio; il sostituto del difensore presente in udienza aveva inoltre riferito di non avere avuto contatti con l'assistito. Il pubblico ministero ricorreva deducendo violazione di legge e sostenendo che la notifica al difensore fosse conforme al verbale di identificazione, elezione di domicilio e nomina del difensore, sottoscritto dall'indagato, nel quale era indicato che, secondo la disciplina vigente dal 30 dicembre 2022, le notificazioni successive diverse da quelle specificamente elencate sarebbero state eseguite presso il difensore. Aggiungeva che la dichiarata conoscenza del procedimento e la mancata interlocuzione con il difensore non incidevano sulla regolarità della notifica.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. L'impugnazione dell'ordinanza che dichiara nulla la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini e dispone la trasmissione degli atti al pubblico ministero per la rinnovazione non è consentita fuori dai casi previsti dalla legge; il provvedimento non è abnorme, perché non determina una stasi procedimentale ed è riconducibile a un potere previsto dall'ordinamento. La Corte non ha quindi esaminato nel merito la dedotta correttezza della notifica. La requisitoria del pubblico ministero in Cassazione aveva chiesto l'inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 586 c.p.p.

    L'impugnazione è stata infatti proposta al di fuori dei casi consentiti dalla legge (art. 586 cod. proc. pen.), e l'atto non è abnorme (unico caso in cui sarebbe possibile il ricorso in sede di legittimità).

    L'ordinanza impugnata non è ricorribile per cassazione al di fuori dei casi di impugnazione stabiliti dalla legge, salvo che presenti il carattere dell'abnormità.

  • art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990

    Con l'ordinanza in epigrafe, il Giudice dell'udienza preliminare presso il Tribunale di Catanzaro dichiarava la nullità della notifica dell'avviso di conclusioni indagini (per il reato di cui all'art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990) ex art. 415-bis cod. proc. pen.

    La norma identifica il reato per il quale era pendente il procedimento, ma la Corte non ne interpreta gli elementi costitutivi.

  • art. 415-bis c.p.p.

    Con l'ordinanza in epigrafe, il Giudice dell'udienza preliminare presso il Tribunale di Catanzaro dichiarava la nullità della notifica dell'avviso di conclusioni indagini (per il reato di cui all'art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990) ex art. 415-bis cod. proc. pen.

    La disposizione è richiamata per identificare l'avviso di conclusione delle indagini la cui notifica era stata dichiarata nulla; la Corte decide esclusivamente sull'impugnabilità dell'ordinanza.

Massime di principio

  • L'ordinanza con cui il giudice dell'udienza preliminare dispone la trasmissione degli atti al pubblico ministero per rinnovare la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini non è abnorme quando non determina una stasi del procedimento ed è espressione di un potere riconosciuto dall'ordinamento.
  • Fuori dai casi previsti dalla legge, un'ordinanza di tale natura non è ricorribile per cassazione, in assenza dei caratteri dell'abnormità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

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