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Cassazione Penale, Ordinanza n. 15028/2025 del 15/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

I ricorsi proposti da due imputati avverso la sentenza della Corte di appello di Bologna censuravano la ricostruzione dei fatti e la valutazione della prova compiuta dal giudice di merito. In particolare, la decisione di merito aveva affermato la responsabilità per calunnia e lesioni personali in concorso, ritenendo attendibili le persone offese e valorizzando certificati medici, fotografie delle lesioni, la deposizione di un carabiniere e l'assenza di riscontri alla versione difensiva. Uno dei ricorrenti contestava la falsità delle accuse mosse nei suoi confronti; l'altro contestava la configurabilità del concorso nel reato di lesioni e la mancata concessione dell'attenuante di cui all'art. 114 c.p. La Corte di cassazione ha ritenuto che entrambe le impugnazioni proponessero censure di merito non consentite in sede di legittimità, poiché miravano a una diversa lettura del compendio probatorio e della dinamica dei fatti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi, rilevando che le doglianze investivano la ricostruzione del fatto e la valutazione delle prove, attività riservate al giudice di merito. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse motivato in modo congruo e non illogico l'accertamento dei reati di calunnia e lesioni personali in concorso, nonché la valutazione del contributo concorsuale e il diniego dell'attenuante ex art. 114 c.p. Conseguentemente ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000,00 complessivi in favore della Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, determinata equitativamente.

  • art. 114 c.p.

    Norma richiamata per l'attenuante invocata dalla difesa del concorrente nel reato, che la Corte di merito ha escluso e la Cassazione ha ritenuto immune da censure di legittimità.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono ammissibili doglianze che mirino a ottenere una nuova valutazione del fatto o del materiale probatorio, quando la sentenza di merito sia sorretta da motivazione congrua, coerente e immune da manifeste illogicità.
  • La motivazione della sentenza di merito è insindacabile in cassazione se fonda la ricostruzione del fatto su elementi probatori tra loro convergenti e su criteri di inferenza logici e condivisibili.
  • Nel reato di calunnia, la falsità dell'accusa può essere desunta dal riscontro complessivo delle dichiarazioni delle persone offese e degli elementi oggettivi che smentiscano la versione accusatoria dell'imputato.
  • In tema di concorso di persone nel reato, la valutazione del contributo del singolo concorrente e dell'eventuale attenuante di minima partecipazione rientra primariamente nel giudizio di merito e non può essere rivalutata in cassazione se adeguatamente motivata.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende prevista dall'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniLesioniCalunnia
RamiProcesso penaleDelitti contro la persona
IstitutiConcorso di personeOnere della prova

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