Cassazione Penale, Sentenza n. 40378/2022 del 26/10/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore generale ha impugnato il proscioglimento pronunciato dal Tribunale di Cosenza per il reato di lesioni aggravate, deducendo che il proscioglimento era avvenuto per remissione di querela nonostante il reato fosse procedibile d'ufficio. Il PG ha richiamato le dichiarazioni della persona offesa che confermavano l'utilizzo di un manico di scopa per cagionare le lesioni, circostanza che integra l'aggravante di cui all'art. 585, comma 2, n. 2) c.p.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha accertato dalla stessa sentenza impugnata che la persona offesa aveva dichiarato l'uso del bastone (manico di scopa) per provocare le lesioni, circostanza che rientra nella nozione di arma impropria ai sensi della giurisprudenza consolidata e nell'aggravante dell'art. 585, comma 2, n. 2) c.p., rendendo il reato procedibile d'ufficio. Perciò la remissione di querela non poteva determinare il proscioglimento. La sentenza impugnata è stata annullata limitatamente al delitto di cui agli artt. 582 e 585 c.p. e la causa è stata rinviata alla Corte d'Appello di Catanzaro per nuovo giudizio ai sensi dell'art. 569, comma 4, c.p.p. La Cassazione ha inoltre ritenuto legittimata la Procura generale a proporre il gravame nonostante la scadenza del termine assegnato al P.M. presso il Tribunale, valorizzando la natura del ricorso come ricorso per saltum e l'irritualità dell'istituto di cui all'art. 593-bis c.p.p. nel caso concreto.
Norme richiamate
art. 585, comma 2, n. 2) cod. pen.
La norma configura l'aggravante per le lesioni quando siano state provocate mediante un oggetto atto ad offendere (arma impropria). Applicata al caso, l'uso del manico di scopa rientra in questa previsione e determina la procedibilità d'ufficio del reato.
Disposizione che definisce il delitto di lesioni personali; richiamata poiché la decisione riguarda il reato di lesioni con la circostanza aggravante.
art. 569, comma 4, cod. proc. pen.
Norma procedurale che disciplina il rinvio alla Corte d'appello per il giudizio dopo annullamento parziale della sentenza di merito; la Corte ha disposto il rinvio ai sensi di questa disposizione.
Norma che pone limiti alla proposizione del ricorso per cassazione dopo la scadenza del termine per impugnare; la Corte ha comunque ritenuto ammissibile il ricorso del Procuratore generale per la sua legittimazione nel caso concreto e per la natura del ricorso (ricorso per saltum).
Giurisprudenza (Sez. 5, nn. 8640/2016; 46482/2014; 54148/2016)
Costante indirizzo giurisprudenziale considera oggetti di uso comune, privi di apparente idoneità, comunque arma impropria se effettivamente idonei a offendere; espressamente anche il manico di scopa è stato ritenuto idoneo a integrare la circostanza aggravante.
Massime di principio
- La remissione di querela è inefficace quando il fatto è procedibile d'ufficio: se emerge in sentenza un'aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio, il proscioglimento per remissione di querela non può essere mantenuto.
- Oggetti di uso comune possono essere qualificati come arma impropria se, in concreto, risultano idonei a offendere; il giudice deve valutare i fatti e le dichiarazioni della persona offesa per accertare tale idoneità.
- Il giudice di merito deve esplicitamente valutare e motivare sull'esistenza di circostanze aggravanti che incidono sulla procedibilità; la mancata considerazione può determinare annullamento della decisione.
- La Procura generale può proporre ricorso per cassazione anche in casi particolari concernenti la legittimazione e la natura del gravame (ricorso per saltum); tuttavia occorre verificare i limiti posti dalle norme procedurali.
- In presenza di accertamento probatorio in grado di comprovare l'aggravante (anche attraverso la deposizione della persona offesa), il procedimento prosegue d'ufficio e il giudice non può basare il proscioglimento su remissione di querela.
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