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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33713/2024 del 05/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria del 17/04/2024 che aveva disposto la non convalida dell'arresto eseguito il 16/04/2024 per un furto in un esercizio commerciale. Il PM sosteneva che il Giudice aveva errato nel ritenere insussistente lo stato di quasi flagranza e nel giudicare non contestata l'aggravante della violenza sulle cose (art. 625 c.p.), valutando erroneamente questioni di merito e non l'adeguatezza ex ante dell'operato della polizia giudiziaria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero, annullando senza rinvio l'ordinanza di non convalida. La Corte ha ritenuto legittimo l'arresto perché, all'atto dell'intervento, gli agenti avevano immediata percezione di tracce idonee a collegare l'indagato al furto: l'arrestato era stato trovato all'interno del centro commerciale poco dopo il furto, indossava gli indumenti sottratti e nel camerino erano stati rinvenuti cartellini divelti. La Corte ha richiamato il principio secondo cui il giudice della convalida deve operare una valutazione ex ante di ragionevolezza basata su quanto conosciuto o conoscibile dagli operatori al momento dell'arresto, senza sindacare il merito della responsabilità o compiere ricostruzioni probatorie approfondite; inoltre ha considerato che l'aggravante era sufficientemente dedotta nell'imputazione e che la polizia aveva motivi ragionevoli per procedere.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 624 (furto)

    Norma sostanziale che qualifica il fatto contestato; rilevante ai fini della tipizzazione del reato per la verifica della sussistenza della quasi flagranza

  • Codice penale, art. 625, comma 2 (aggravanti, violenza sulle cose)

    Aggravante contestata dal PM; la Corte ritiene che la contestazione fosse sufficientemente manifestata in rubrica e nella descrizione dei fatti (cartellini divelti) e che il giudice di convalida non dovesse approfondire il merito sull'intensità della violenza

  • Codice di procedura penale, art. 380 (arresto obbligatorio)

    Norma richiamata per distinguere reati che comportano arresto obbligatorio; utile al vaglio se l'arresto rientrava tra quelli richiesti dalla legge

  • Codice di procedura penale, art. 381 (arresto facoltativo e presupposti)

    Norma richiamata in relazione ai presupposti della facoltatività dell'arresto e alla verifica della gravità del fatto/pericolosità per la legittimità dell'arresto facoltativo

  • Codice di procedura penale, art. 382 (flagranza e quasi-flagranza)

    Norma centrale: la Corte ha applicato la nozione di 'quasi flagranza' (sorpresa con cose o tracce che rendono altamente probabile la responsabilità) ritenendo che il possesso/uso degli indumenti sottratti e i cartellini divelti integrassero le tracce richieste dall'articolo

  • Codice di procedura penale, art. 386 comma 3 e art. 390 comma 1 (termini e adempimenti della convalida)

    Richiamati per i limiti procedurali e temporali della verifica di convalida dell'arresto

  • Codice di procedura penale, art. 620 comma 1 lett. I) (effetti dell'annullamento senza rinvio)

    Base normativa per l'annullamento senza rinvio quando il rinvio sarebbe inutile; utilizzata dalla Corte per non rimandare il giudizio alla stessa fase ormai esaurita

  • Cassazione, Sez. U., n. 39131/2015 (Ventrice)

    Pronuncia di riferimento sulla distinzione tra arresto basato solo sulle indicazioni della persona offesa e quello legittimato da percezione autonoma di tracce da parte della polizia; la Corte ha precisato che Ventrice non preclude l'arresto basato sulle indicazioni se la p.g. ha autonoma percezione di tracce inequivocabili

  • Cassazione, Sez. 2, n. 37303/2019

    Giurisprudenza che ammette come "cose o tracce" anche elementi diversi dal corpo del reato (es. descrizione del vestiario), purché direttamente percepiti dalla polizia e idonei a rendere altamente probabile la responsabilità

  • Cassazione, Sez. 4, n. 44637/2023

    Esemplifica corretta lettura di Ventrice: l'arresto è legittimo quando c'è continuità dell'inseguimento o immediata percezione di tracce direttamente collegate all'indiziato

  • Altra giurisprudenza citata (esempi: Sez. 6 n. 48471/2013; Sez. 3 n. 8422/2018; Sez. 4 n. 38404/2019; Sez. 4 n. 1797/2018)

    Richiami a orientamenti consolidati: il giudice della convalida deve compiere una valutazione 'ex ante' di ragionevolezza basata su quanto gli agenti conoscevano o potevano conoscere con diligenza, e non sindacare il merito della responsabilità

Massime di principio

  • Il giudice della convalida deve valutare la legittimità dell'arresto con una verifica ex ante di ragionevolezza, basata su quanto la polizia conosceva o poteva conoscere al momento dell'intervento, senza approfondire il merito della responsabilità.
  • La 'quasi flagranza' si realizza quando la persona viene sorpresa con cose o tracce che, percepite immediatamente e autonomamente dagli operatori, permettono di ritenere con alta probabilità la sua responsabilità: il possesso/abito della refurtiva e tracce come cartellini divelti possono costituire tali elementi.
  • Le indicazioni della persona offesa non escludono di per sé la legittimità dell'arresto: è necessario che la polizia abbia, al momento dell'arresto, percezione autonoma di tracce o elementi che colleghino inequivocabilmente il soggetto al reato.
  • La valutazione sulla sussistenza di un'aggravante allegata dal PM, in sede di convalida, si limita a verificare se la polizia potesse ragionevolmente ritenere la sua esistenza ex ante; non è consentito al giudice della convalida sostituirsi al giudizio di merito.
  • Se la Corte ritiene che un rinvio al giudice di merito sarebbe meramente formale e privo di effetti utili, può annullare l'ordinanza senza rinvio ai sensi dell'art. 620 c.p.p.

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