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Cassazione Penale, Ordinanza n. 35067/2025 del 28/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Milano che aveva confermato la responsabilità per estorsione e usura. Con il primo e il secondo motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che la decisione di merito fosse erronea nell'affermare la sussistenza dell'estorsione ai danni della persona offesa e dell'accordo usurario; in sostanza, ha riproposto doglianze già formulate in appello, chiedendo una diversa ricostruzione dei fatti. Con il terzo motivo ha lamentato il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità di cui all'art. 62 n. 4 c.p., assumendo che il pregiudizio fosse modesto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto i primi due motivi generici, perché meramente ripetitivi delle censure già esaminate e respinte in appello, e comunque volti a proporre una ricostruzione alternativa del fatto in presenza di una doppia conforme, senza evidenziare travisamenti della prova. Ha inoltre reputato il terzo motivo manifestamente infondato, osservando che la Corte territoriale aveva correttamente escluso l'attenuante ex art. 62 n. 4 c.p. valorizzando l'entità degli importi, pari ad alcune migliaia di euro, e ricordando che la speciale tenuità richiede un danno lievissimo, di valore economico pressoché irrisorio. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 lett. e) cod. proc. pen.

    Richiamato come parametro del vizio di motivazione dedotto, ma le doglianze sono state considerate generiche e non specifiche; in presenza di doppia conforme non è consentita una diversa lettura del fatto senza travisamento probatorio.

  • art. 62 n. 4 cod. pen.

    L'attenuante del danno di speciale tenuità richiede un pregiudizio lievissimo, di valore economico pressoché irrisorio, valutato non solo rispetto al valore del bene o dell'importo, ma anche agli ulteriori effetti pregiudizievoli subiti dalla persona offesa.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per la condanna del ricorrente, a seguito della declaratoria di inammissibilità, al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità sono inammissibili i motivi che si limitano a riprodurre censure già dedotte in appello senza confrontarsi in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata.
  • In presenza di doppia conforme, la deduzione di un vizio motivazionale non può tradursi in una mera richiesta di rivalutazione del fatto o delle prove, salvo che siano indicati specifici travisamenti della prova.
  • L'attenuante del danno di speciale tenuità presuppone un pregiudizio di entità lievissima, pressoché irrisoria; la valutazione deve considerare sia il valore economico del danno sia le ulteriori conseguenze per la persona offesa, non la sola capacità economica del soggetto passivo.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieEstorsioneUsuraImpugnazioniCircostanze del reato
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penaleParte generale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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