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Cassazione Penale, Ordinanza n. 41293/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è stato proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello che lo aveva ritenuto responsabile del delitto di resistenza. Il primo motivo deduceva l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione, assumendo il superamento del termine massimo di prescrizione. Gli ulteriori motivi contestavano l'an della responsabilità penale, riproponendo censure già svolte in appello: insussistenza della causa di non punibilità, mancata configurabilità di scriminanti, inattendibilità dei testi di accusa e non credibilità del teste di polizia giudiziaria indicato nella motivazione di merito.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto manifestamente infondato il motivo sulla prescrizione, rilevando il tempus commissi delicti (7 dicembre 2017), la presenza di numerosi atti interruttivi e la sospensione del termine massimo per un anno e sei mesi ai sensi dell'art. 159 cod. pen. nel regime della c.d. legge Orlando. Ha poi dichiarato inammissibili gli ulteriori motivi sulla responsabilità, perché meramente riproduttivi di doglianze già esaminate e disattese dal giudice di merito con motivazione ritenuta giuridicamente corretta e priva di manifeste illogicità. Ne è derivata la declaratoria di inammissibilità del ricorso, con condanna alle spese processuali e al pagamento di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 159 c.p.

    sospensione ex art. 159 cod. pen. della durata massima di un anno e sei mesi

    Nel caso concreto la sospensione del termine di prescrizione è stata computata secondo il regime introdotto dalla c.d. legge Orlando, con conseguente esclusione dell'estinzione del reato per prescrizione.

  • art. 616 c.p.p.

    con le conseguenti pronunce di cui all'art. 616 cod. proc. pen.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, seguono le statuizioni accessorie previste dalla norma, tra cui la condanna alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La deduzione della prescrizione è infondata quando, avuto riguardo al tempus commissi delicti, agli atti interruttivi e alla sospensione del termine applicabile, il termine massimo non risulta decorso.
  • In sede di legittimità sono inammissibili i motivi che si limitano a riprodurre censure già esaminate e disattese dal giudice di merito, senza confrontarsi in modo specifico con la motivazione impugnata.
  • La Corte di cassazione non rivaluta il merito della credibilità dei testimoni se la sentenza impugnata abbia fornito una motivazione congrua, non illogica e puntualmente confutativa delle deduzioni difensive.
  • La contestazione dell'an della responsabilità deve confrontarsi con una motivazione di merito non manifestamente illogica; in difetto, il ricorso è destinato all'inammissibilità.
  • La declaratoria di inammissibilità comporta le conseguenze economiche previste dall'art. 616 c.p.p., compresa la condanna alla somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCause di non punibilitàResistenza e oltraggio a pubblico ufficiale
RamiProcesso penaleParte generaleReati contro la PA
IstitutiPrescrizione del reatoNullità processuale

Testo integrale

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