Cassazione Penale, Sentenza n. 7517/2022 del 02/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Napoli che, in parziale riforma del primo grado, aveva dichiarato estinti per prescrizione i reati di appropriazione indebita subiti dalle parti civili eccetto che in relazione ad Apparenza Raffaele, per il quale aveva rideterminato la pena in anni 1 di reclusione e euro 500 di multa con sospensione condizionale. Il ricorso per Cassazione contestava, in sintesi, la mancata considerazione delle doglianze difensive circa la responsabilità e la mancata declaratoria di prescrizione anche per il fatto in danno di Apparenza Raffaele, richiamando elementi probatori (dichiarazioni di consulenti, subentro di altro commercialista, restituzione documentazione) che, secondo la difesa, avrebbero reso incerta la responsabilità e la conoscenza dell'importo dovuto da parte dell'imputato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità delle censure (la difesa non ha specificato quali determinanti circostanze sarebbero state omesse e la loro incidenza sul giudizio). Quanto al merito, la Corte ha ritenuto manifestamente infondate le censure relative alla prescrizione in relazione ad Apparenza Raffaele: la motivazione di merito aveva adeguatamente evidenziato documenti e riscontri (ricevute, confronti con i mod. F24 e movimenti bancari) che provavano versamenti della parte civile e la mancata imputazione completa di quelle somme fino al 12 luglio 2012, con conseguente illecito di incameramento non prescritto. Di conseguenza il provvedimento impugnato è stato confermato; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla sanzione pecuniaria di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
La norma è stata invocata dalla difesa nel motivo di ricorso; la Corte ha ritenuto le doglianze generiche e non ha svolto un esame specifico del richiamo, valutando comunque che la questione prescrizionale era stata correttamente motivata dai giudici di merito.
Richiamata dalla difesa (contestazione sulla motivazione), la norma è stata applicata dalla Cassazione per affermare il principio di specificità delle censure in Cassazione: le doglianze devono indicare esattamente le omissioni e il loro rilievo sul decisum, altrimenti il ricorso è inammissibile.
Massime di principio
- Per essere ammesso in Cassazione un ricorso che lamenta mancata considerazione di argomenti difensivi è necessario indicare con precisione quali passaggi motivazionali sarebbero stati omessi e quale incidenza concreta avrebbero avuto sulla decisione; le censure generiche o aspecifiche sono dichiarate inammissibili.
- Sulle questioni di prescrizione è determinante la ricostruzione temporale degli adempimenti (date di versamento, date degli atti contestati): se la prova documentale dimostra versamenti della parte offesa vincolati a obblighi fiscali fino a una certa data, il reato non si considera automaticamente prescritto prima di tale data.
- La Corte d'appello può richiamare e condividere la motivazione del primo giudice quando questa abbia compiutamente valutato la prova; la Cassazione verifica solo la correttezza logico-giuridica del percorso argomentativo e l'ammissibilità delle censure svolte.
- Nei procedimenti penali, la documentazione contabile, le ricevute e i riscontri bancari costituiscono elementi decisivi per stabilire la destinazione dei pagamenti e l'eventuale appropriazione indebita; il comportamento e le dichiarazioni dei consulenti tecnici delle parti possono consolidare tali riscontri.
- Il ricorrente soccombente può essere condannato non solo alle spese processuali ma anche a una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende quando il ricorso è ritenuto manifestamente infondato o inammissibile per carenze formali.
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