Cassazione Civile, Ordinanza n. 14035/2026 del 13/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha accolto il regolamento di competenza d'ufficio, ha dichiarato la competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche di Napoli e ha disposto che la causa prosegua davanti a quel giudice, con termine di tre mesi dalla comunicazione del deposito per la riassunzione. Non ha provveduto sulle spese.
Esito
Favorevole al ricorrente (giudice)
La controversia
Una azienda agricola ha convenuto davanti al Tribunale regionale delle acque pubbliche di Napoli una pluralità di enti e società concessionarie o gestori di infrastrutture, chiedendo il risarcimento dei danni subiti dal proprio fondo in occasione di violente precipitazioni del 4 ottobre 2018 nel Comune di Cariati. La domanda era fondata sull'assunto che i canali di scolo posti ai lati del fondo, nei quali erano già confluite le acque meteoriche, avessero tracimato per inadeguata capacità, insufficiente manutenzione e mancata pulizia, con ostruzione dovuta a detriti e conseguente distruzione delle colture. Il Tribunale regionale delle acque pubbliche ha declinato la competenza ritenendo che si trattasse di danni da inefficiente smaltimento di acque meteoriche e dunque di controversia devoluta al giudice ordinario. Riassunta la causa dinanzi al Tribunale di Castrovillari, quest'ultimo ha sollevato regolamento di competenza d'ufficio, sostenendo invece che la domanda rientrasse nella competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche ai sensi dell'art. 140, lett. e), r.d. n. 1775/1933, poiché il danno era prospettato come causato da opere idrauliche pubbliche e dalla loro cattiva gestione e manutenzione, non già dalla sola eccezionalità delle piogge.
Norme richiamate
art. 140, lett. e), r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775
"sono devolute alla competenza del Tribunale regionale delle acque tutte le domande, comunque motivate, rivolte contro il proprietario o gestore di un'opera idraulica ed intese ad ottenere il risarcimento di un danno causato dal modo in cui tale opera è stata realizzata, gestita o mantenuta"
La competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche si radica quando il danno sia causalmente riconducibile a un'opera idraulica, anche se la domanda è formulata in termini di responsabilità aquiliana o di custodia e anche in assenza di un previo provvedimento amministrativo o di una condotta commissiva.
Le pretese risarcitorie per danni causati da una difettosa gestione o manutenzione dell'opera idraulica rientrano nel perimetro applicativo della competenza speciale anche se, sul piano sostanziale, possono richiamare la responsabilità del custode.
Analogamente, i danni imputabili a rovina o difetto dell'opera, ove l'evento derivi dal modo in cui l'opera idraulica è stata realizzata o mantenuta, attraggono la controversia nella competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche.
Il regolamento di competenza è stato deciso in camera di consiglio secondo il rito camerale accelerato previsto dalla norma.
Massime di principio
- Ai fini della competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche, rileva la causa petendi come prospettata dall'attore: se il danno è dedotto come conseguenza del modo in cui un'opera idraulica è stata costruita, gestita o mantenuta, la controversia appartiene al giudice specializzato.
- La natura originariamente meteorica delle acque non esclude la competenza speciale quando l'acqua sia già stata convogliata in un sistema di regimentazione affidato a opere idrauliche di cui si contesti l'insufficienza o la cattiva manutenzione.
- La competenza del TRAP comprende non solo le ipotesi di azione o provvedimento amministrativo, ma anche le fattispecie di omissione manutentiva, difettosa progettazione, esecuzione o vigilanza dell'opera idraulica.
- Nel regolamento di competenza, le contestazioni del convenuto non incidono sul riparto se la domanda attorea, per come formulata, attribuisce il danno all'opera idraulica.
- Il criterio distintivo va individuato nel nesso tra opera idraulica e danno, non nella qualificazione delle acque come pubbliche in sé o nella mera eccezionalità delle precipitazioni.
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