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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35286/2022 del 21/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione avverso l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile la sua istanza di ricusazione nei confronti della presidente della Quinta sezione penale (dott.ssa Ilaria De Magistris). La ricusazione era stata formulata in udienza il 6 novembre 2021 con riferimento al rigetto di due istanze (una di rinvio e una istruttoria) e si lamentava che l'istanza sarebbe stata poi depositata in cancelleria il 9/11/2021 alle ore 12:10, cioè dopo che la cancelleria aveva notificato alle ore 11:06 la stessa ordinanza di inammissibilità. Il ricorrente denunciava quindi che la Corte aveva deciso senza aver letto l'istanza depositata in cancelleria, che aveva deciso 'de plano' senza contraddittorio e che le decisioni contestate avrebbero leso il diritto di difesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivi principali: (1) il ricorrente non ha specificato quale ulteriore profilo di ricusazione sarebbe emerso dal deposito in cancelleria e quindi non ha dimostrato una concreta lesione del diritto di difesa; (2) la dichiarazione di ricusazione sorta in udienza doveva essere formulata prima della fine dell'udienza, salvo espressa riserva di formalizzazione entro tre giorni: non è provata nel fascicolo alcuna riserva né è stato prodotto il verbale dell'udienza che la attestasse; (3) l'atto depositato successivamente in cancelleria risultava privo della sottoscrizione/autenticazione richiesta, con conseguente originaria inammissibilità; (4) le ordinanze impugnate erano provvedimenti di esercizio di funzioni giurisdizionali inerenti la conduzione dell'udienza e non manifestavano un anticipato convincimento sul merito, pertanto non costituivano causa di ricusazione; (5) la decisione 'de plano' è legittima quando la richiesta appare manifestamente infondata. Perciò il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 38 cod. proc. pen.

    Se la causa di ricusazione nasce in udienza la dichiarazione deve essere formulata prima della fine dell'udienza; è ammessa una riserva esplicita di formalizzazione entro tre giorni. L'istanza depositata successivamente deve essere sottoscritta e autenticata, altrimenti è inammissibile.

  • art. 41 cod. proc. pen.

    Consente alla corte di dichiarare l'inammissibilità 'de plano' quando la domanda di ricusazione è manifestamente infondata; non è utilizzabile se la questione è controversa o non manifestamente infondata.

  • art. 616 c.p.p.

    Prevede la condanna alle spese processuali e altre sanzioni (es. versamento alla Cassa delle ammende) in caso di ricorso inammissibile o infondato; la Corte ha applicato tale sanzione per responsabilità del ricorrente.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiama i limiti formali nella enunciazione dei motivi in cassazione; il ricorso deve essere adeguatamente motivato e autosufficiente.

  • art. 178, 179, 34, 37, 125 comma 3, 546 lett. e) cod. proc. pen.

    Norme richiamate dal ricorrente relative a cause di incompatibilità, pubblicità, e garanzie processuali; la Corte ha ritenuto che i provvedimenti contestati rientrassero nell'esercizio legittimo di funzioni giurisdizionali e non integrassero le ipotesi di ricusazione.

  • art. 10 d.lgs. 159/2011

    Norma del codice delle misure di prevenzione richiamata per il contesto del procedimento di prevenzione; la Corte ha confermato l'applicabilità delle garanzie del processo penale anche a tale procedimento.

  • Art. 2 e art. 24 Cost.

    Principi costituzionali (diritto alla giurisdizione e alla difesa) evocati dal ricorrente; la Corte ha ritenuto tali diritti rispettati perché non è stata dimostrata una concreta lesione derivante dal comportamento del Collegio.

  • art. 6 Cedu

    Richiamato con riferimento al diritto a un processo equo; la Corte ha valutato che non è stata dimostrata una violazione dell'imparzialità del giudice o del contraddittorio.

  • art. 23 comma 8, dl. 127/2020 e art. 7 comma 1, d.l. n.105/2021

    Richiamati in relazione alle modalità di deposito della requisitoria/conclusioni scritte e alla richiesta di trattazione orale; normativa emergenziale che disciplina termini e modalità processuali in quel periodo.

Massime di principio

  • Se la causa di ricusazione nasce durante l'udienza, la dichiarazione deve essere formulata prima della chiusura dell'udienza oppure va espressa una riserva formale per depositare l'atto entro tre giorni: senza ciò la ricusazione può essere considerata inammissibile.
  • Il deposito in cancelleria dell'istanza di ricusazione richiede la sottoscrizione del dichiarante (o del difensore/procuratore speciale) e l'autenticazione quando prevista; l'assenza di questi requisiti può rendere l'atto inammissibile.
  • I provvedimenti di natura procedurale e di gestione dell'udienza (rigetto di rinvio, decisioni istruttorie, valutazioni su impedimenti del difensore) non costituiscono in sé motivo di ricusazione, salvo che emergano palesi manifestazioni di pregiudizio o un'anticipazione del giudizio sul merito della 'res iudicanda'.
  • La Corte può decidere 'de plano' le richieste di ricusazione quando queste risultano manifestamente infondate; se la questione è controversa o complessa la decisione de plano non è legittima.
  • Per rendere efficace un'impugnazione sulla mancata valutazione di un atto depositato successivamente, il ricorrente deve indicare con precisione quali ulteriori ragioni sarebbero state prese in considerazione e in che modo la mancata valutazione abbia leso il diritto di difesa.
  • I ricorsi carenti di specificità o di documentazione probatoria (verbali, sottoscrizioni, attestazioni) rischiano l'inammissibilità e l'imposizione di sanzioni per lite temeraria o colposa.

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