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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35851/2023 del 28/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza di conferma della condanna per opere edilizie abusive: Cassisi deduceva carenza e contraddittorietà della motivazione (in particolare su smontabilità delle opere, altezza della platea in cemento armato di 35 cm e natura della recinzione), mancata acquisizione di una perizia tecnica decisiva, travisamento della prova circa la natura e la destinazione delle opere (capannone, platea, muro di recinzione), errore nel computo del tempus commissi delicti e della prescrizione, ingiustificato diniego delle circostanze attenuanti generiche, errore nel calcolo della sospensione dei termini di prescrizione e illegittimità della condizione della sospensione condizionale della pena subordinata alla demolizione delle opere.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha confermato che le opere realizzate richiedevano il permesso di costruire: un capannone di circa 600 mq in cemento armato e struttura metallica (opera stabile e non precaria), una platea in conglomerato cementizio alta circa 35 cm e di circa 140 mq ritenuta funzionale a futura edificazione e quindi soggetta a titolo abilitativo, e un muro di recinzione in cemento armato di circa 2,50 m che, per caratteristiche e estensione, assumeva funzione di nuova costruzione. La Corte ha ritenuto inammissibile la doglianza sulla mancata perizia (la perizia non costituisce tipicamente "prova decisiva" per cassazione), ha confermato la data di riferimento per l'ultimazione dei lavori al sopralluogo del 15/5/2017 per mancanza di prova contraria, ha rigettato il riconoscimento delle attenuanti generiche e ha ritenuto legittima la condizione della sospensione condizionale della pena subordinata alla demolizione, atteso il carattere permanente dell'abuso edilizio. Ha inoltre disposto che il ricorrente versi le spese e una somma di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico dell'edilizia)

    art. 44, comma 1, lett. b); artt. 71, 72, 95; art. 3, lett. e); artt. 36 e 45

    Gli articoli citati disciplinano i titoli abilitativi per le nuove costruzioni e gli interventi in sanatoria. La Corte interpreta tali norme nel senso che le opere contestate (capannone, platea, muro) integrano interventi di nuova costruzione e richiedono permesso di costruire; la sanatoria richiede la "doppia conformità" e può essere esclusa in presenza di mancanza dell'autorizzazione sismica.

  • Codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. d); art. 495, comma 2; art. 616

    Art. 606(1)(d): limiti del ricorso per cassazione che censura omissioni non rilevabili in questa sede; art. 495(2) e giurisprudenza collegata: distinzione tra mezzi di prova "neutri" (perizia) e prove a discarico decisive; art. 616: conseguenze economiche della dichiarazione di inammissibilità (oneri a carico del ricorrente). La Corte applica questi principi per escludere rilievo cassazionale alla mancata perizia e per imporre gli oneri economici.

  • Codice Penale

    L'art. 165 c.p. disciplina la sospensione condizionale della pena e la possibilità di subordinare il beneficio all'eliminazione delle conseguenze dannose del reato; la Corte ha ritenuto legittimo subordinare la sospensione alla demolizione delle opere poiché l'abuso edilizio ha natura permanente e le conseguenze permangono fino alla rimozione.

Massime di principio

  • Opere realizzate con carattere di permanenza, dimensioni e struttura (es. capannoni in cemento armato, platee in calcestruzzo di ampia estensione, muri in cemento armato) tendono ad essere qualificate come "nuove costruzioni" e richiedono il permesso di costruire, anche se teoricamente smontabili o realizzate con materiali non tradizionali.
  • La qualificazione di "precario" richiede prova specifica dell'obiettiva e intrinseca destinazione a uso temporaneo; elementi quali superficie, altezza, conformazione e ancoraggio al suolo sono determinanti.
  • Una recinzione o un muro possono richiedere titolo edilizio se, per struttura ed estensione, modificano l'assetto urbanistico e assumono natura di nuova costruzione.
  • La mancata richiesta di perizia tecnica non costituisce in sé motivo di cassazione salvo che si dimostri che l'accertamento peritale fosse effettivamente una prova decisiva ai sensi delle norme processuali; la perizia è un mezzo di prova neutro e rimesso alla discrezionalità del giudice di merito.
  • Il carico probatorio circa i tempi di esecuzione/ultimazione dei lavori grava sul ricorrente; in assenza di prova, il giudice può assumere quale termine quello del sopralluogo o dell'accertamento.
  • La sospensione condizionale della pena può essere subordinata all'eliminazione delle conseguenze del reato quando il reato abbia natura permanente e gli effetti permangano fino alla rimozione; questioni pratiche di esecuzione (oneri economici/logistici della demolizione) sono materie esecutive e non idonee a inficiare la statuizione in sede di merito.
  • La pendenza di un ricorso amministrativo per sanatoria non impedisce la valutazione penale dell'abuso: l'esito amministrativo già espresso al momento della decisione (ordine di demolizione/rigetto) è rilevante ai fini penali.

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