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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48545/2022 del 21/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte di appello di Roma che aveva riqualificato il fatto da truffa in appropriazione indebita aggravata ex art. 61, primo comma, n. 11, c.p. Amici deduce violazione del diritto al contraddittorio poiché la Corte, ritenuta intempestiva la querela della persona offesa, ha per la prima volta riconosciuto una circostanza aggravante non contestata, trasformando così la procedibilità del reato da querela a perseguibilità d'ufficio e privando l'imputato della possibilità di difendersi in merito alla nuova qualificazione. Inoltre invoca il principio del favor rei (art. 2 c.p.), sostenendo che, escluse le aggravanti non contestate, il reato sarebbe rimasto procedibile a querela e la querela risultava intempestiva, determinando l'improcedibilità dell'azione penale. Curcio, con motivazione generica, lamenta la prescrizione

La decisione

La Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo di Amici. Ha affermato che, sebbene il giudice di merito possa riqualificare il fatto, non può riconoscere una circostanza aggravante mai contestata dal pubblico ministero; tale riconoscimento è causa di nullità assoluta e insanabile. Esclusa la circostanza aggravante indicata, l'appropriazione indebita sarebbe stata procedibile a querela e, secondo la Corte di appello, la querela era intempestiva; ne consegue che l'azione penale non doveva essere iniziata. Perciò la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per difetto di tempestiva querela. In virtù dell'effetto estensivo dell'impugnazione (art. 587 c.p.p.), l'annullamento si estende anche a Curcio, benché la sua impugnazione fosse inammissibile per genericità

Norme richiamate

  • art. 61, primo comma, n. 11 c.p.

    La circostanza aggravante invocata dalla Corte non poteva essere riconosciuta se non era stata contestata dal pubblico ministero; il suo riconoscimento ex officio incide sull'iniziativa dell'azione penale ed è causa di nullità assoluta

  • art. 2 c.p. (principio del favor rei)

    Applicato argomentando che, ove esclusa la circostanza aggravante mai contestata, il reato sarebbe stato procedibile a querela e, essendo la querela intempestiva, l'azione penale risultava improcedibile

  • art. 6 CEDU, comma 3, lett. a) e b.

    Richiamato per il principio che la riqualificazione giuridica deve rispettare il diritto dell'imputato di essere informato dell'accusa e di poter esercitare concretamente i diritti di difesa, in particolare quando la nuova qualificazione introduce profili di novità

  • art. 521, comma 1 c.p.p.

    Pur riconoscendo al giudice il potere di riqualificare i fatti, la Corte precisa che tale potere non autorizza il riconoscimento di circostanze aggravanti non contestate

  • art. 587, comma 1 c.p.p.

    Applicato per estendere l'effetto dell'annullamento pronunciato in favore di un imputato anche agli altri concorrenti, purché il motivo non sia esclusivamente personale

  • decreto legislativo n. 36 del 2018

    Rilevato nel ricorso come causa della modifica della procedibilità dell'appropriazione indebita (ora procedibile a querela in certe fattispecie); la Corte valuta l'effetto pratico di tale modificazione in combinato con l'esclusione dell'aggravante non contestata

Massime di principio

  • Il giudice può riqualificare il fatto ma non può riconoscere una circostanza aggravante che non sia stata contestata dal pubblico ministero: tale statuizione determina nullità assoluta e può essere rilevata in ogni stato del procedimento
  • Se la nuova qualificazione o il riconoscimento di un'aggravante non contestata modifica la procedibilità (es. trasforma un reato procedibile a querela in perseguibile d'ufficio), va valutato se l'imputato abbia avuto adeguata possibilità di difesa; l'assenza di contraddittorio su profili nuovi può giustificare l'annullamento
  • Quando, escludendo un'aggravante riconosciuta illegittimamente, il reato torna procedibile solo a querela e la querela è intempestiva, l'azione penale è improcedibile e la sentenza è annullabile senza rinvio
  • L'impugnazione proposta da un imputato può giovare anche agli altri concorrenti (effetto estensivo dell'impugnazione) se i motivi non sono esclusivamente personali: dunque una pronuncia favorevole può estendersi a coimputati la cui impugnazione sia generica o inammissibile
  • In fase di difesa, se si prospetta una riqualificazione che introduca nuovi elementi (soprattutto aggravanti), il difensore deve sollecitare l'apertura del contraddittorio su tali profili o impugnare tempestivamente per evitare la sorpresa e tutelare il diritto di difesa

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