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Cassazione Penale, Ordinanza n. 38605/2025 del 28/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna del Tribunale di Roma a 3 anni e 4 mesi di reclusione per bancarotta societaria prefallimentare fraudolenta, documentale e patrimoniale. Con il primo motivo ha denunciato erronea applicazione dell'art. 189 c.p.p. e vizio di motivazione in relazione alla rilevanza probatoria del reclamo fallimentare, sostenendo in sostanza l'inutilizzabilità o comunque la non decisività di tale atto di parte. La Corte rileva però che la censura era aspecifica, perché non si confrontava con la motivazione della sentenza impugnata, che aveva fondato il proprio convincimento soprattutto sugli accertamenti del curatore circa il mancato rinvenimento dei beni distratti e l'assenza/consegna dei libri contabili. Con il secondo motivo ha dedotto violazione dell'art. 597, comma 1, c.p.p., lamentando che la Corte di appello non avesse esaminato i punti della decisione impugnati, ma senza indicare concretamente quali fossero tali profili omessi.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo aspecifico per difetto di correlazione con le ragioni della decisione impugnata e ha osservato che la motivazione di appello si fondava su elementi istruttori diversi e autonomi rispetto al reclamo fallimentare, non censurati dal ricorrente. Ha ritenuto il secondo motivo generico per mancata specificazione dei punti dell'appello non esaminati. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 189 c.p.p.

    È richiamato dal ricorrente come norma asseritamente violata in tema di rilevanza probatoria; la Corte non entra nel merito della sua applicazione, ma rileva l'aspecificità della censura.

  • art. 581 c.p.p.

    I motivi di ricorso per cassazione devono rispettare l'attuale requisito di specificità e correlazione con la decisione impugnata; la mancanza di tale correlazione rende il motivo inammissibile.

  • art. 597, comma 1, c.p.p.

    La doglianza sull'omessa cognizione dei punti devoluti in appello è generica se non indica quali specifici profili della decisione non siano stati valutati.

  • art. 2392 c.c.

    È richiamato per affermare che l'amministratore unico è destinatario dell'obbligo di tenuta regolare dei libri contabili.

  • art. 618 c.p.p.

    Non citato espressamente nel testo fornito.

Massime di principio

  • Il motivo di ricorso per cassazione è inammissibile quando non si confronta in modo puntuale con le ragioni poste a base della sentenza impugnata, limitandosi a un diverso approccio critico ai fatti o alle prove.
  • La deduzione di inutilizzabilità o di irrilevanza di un atto probatorio non è decisiva se la sentenza di merito si fonda anche e soprattutto su autonome risultanze probatorie non specificamente censurate.
  • Nel ricorso per cassazione, la denuncia di omessa cognizione dei punti dell'appello richiede l'indicazione concreta e specifica delle questioni devolute e non esaminate; la mera affermazione apodittica è insufficiente.
  • In tema di bancarotta documentale, l'amministratore unico è tenuto alla regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili anche fino alla cessazione dell'operatività societaria, quando permane il dovere di custodia e disponibilità della documentazione.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaImpugnazioni
RamiReati fallimentariProcesso penale
SottomaterieBancarotta documentaleBancarotta patrimoniale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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