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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19721/2024 del 17/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto la richiesta di revoca (dissequestro) della somma di euro 1.156.676,00 e, in via subordinata, della somma di euro 130.832,00, contestando la seconda confisca per duplicazione rispetto alla confisca amministrativa già definitivament e applicata dalla CONSOB; il ricorrente invocava l'applicazione dell'art. 187-terdecies TUF per evitare il cumulo delle misure patrimoniali penali e amministrative e prospettava anche questione di legittimità costituzionale

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Il giudice ha ritenuto che la questione sulla duplicazione delle confische era già stata affrontata e risolta nel giudizio di merito (Corte d'appello di Milano 24/9/2020) che aveva ridotto la confisca penale a euro 168.060 tenendo conto della confisca amministrativa già definitiva. Pertanto il giudice dell'esecuzione non poteva riesaminare la stessa questione in sede di incidente esecutivo. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF) - art. 187-terdecies

    "1. Quando per lo stesso fatto è stata applicata, a carico del reo, dell'autore della violazione o dell'ente una sanzione amministrativa pecuniaria ai sensi dell'articolo 187-septies ovvero una sanzione penale o una sanzione amministrativa dipendente da reato: a) l'autorità giudiziaria o la CONSOB tengono conto, al momento dell'irrogazione delle sanzioni di propria competenza, delle misure punitive già irrogate; b) l'esazione della pena pecuniaria, della sanzione pecuniaria dipendente da reato ovvero della sanzione pecuniaria amministrativa è limitata alla parte eccedente quella riscossa, rispettivamente, dall'autorità amministrativa ovvero da quella giudiziaria."

    La Corte ha riconosciuto che l'art. 187-terdecies persegue il divieto di duplicazione delle sanzioni penali e amministrative e va applicato nella fase di determinazione/esecuzione delle sanzioni; tuttavia ha ritenuto che il principio era già stato applicato e concretizzato nel giudizio di merito mediante la riduzione della confisca penale in considerazione della confisca amministrativa definitiva, perciò non era possibile rimettere la questione in sede di esecuzione

  • D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF) - artt. 187 e 187-sexies

    Richiamati dal ricorrente come norme sul regime delle misure ablative e sanzionatorie; la Corte ha ritenuto irrilevante il rilievo relativo all'irrevocabilità dei provvedimenti perché la materia era già stata valutata e risolta in sede di cognizione

  • D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF) - art. 187-septies

    Norma citata come riferimento per le sanzioni amministrative pecuniarie rilevanti ai fini del principio di compensazione previsto dall'art. 187-terdecies; la Corte ha dato per acquisita la definitività della sanzione amministrativa CONSOB e ha considerato che il giudice di merito ne ha tenuto conto

  • Art. 616 cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata per la condanna alle spese del ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso, applicata dalla Corte per irrogare anche la misura alla Cassa delle ammende

  • Delibera CONSOB n. 18070 del 19 gennaio 2012

    Atto amministrativo che ha applicato una confisca amministrativa definitiva per euro 1.193.914; la Corte ha ritenuto che tale confisca fosse stata considerata nel giudizio di merito e avesse influenzato la rideterminazione della confisca penale

  • Sentenza Corte d'appello di Milano 24 settembre 2020 (provvedimento di rinvio dopo Cassazione Sez.5 n.39999/2019)

    Giudicato di merito che ha ridotto la pena e la confisca penale a euro 168.060 tenendo conto della confisca amministrativa: la decisione è divenuta irrevocabile e costituisce il fondamento per escludere il riesame in sede esecutiva

Massime di principio

  • Non si possono riproporre in sede di incidente di esecuzione questioni già decise nel giudizio di merito divenuto irrevocabile: il giudicato sulla materia preclude il riesame
  • L'art. 187-terdecies TUF mira a impedire la duplicazione delle sanzioni pecuniarie e prevede che l'autorità che procede in secondo luogo possa soddisfarsi solo sulla parte eccedente; tale principio può essere applicato sia in fase di determinazione della sanzione (merito) sia in fase esecutiva, ma va esercitato una sola volta e coerentemente con il giudicato
  • Se la causa della duplicazione è stata già considerata e compensata dal giudice nel giudizio di merito (es. riduzione della confisca penale per tener conto di una confisca amministrativa definitiva), il giudice dell'esecuzione non può disporre una diversa soluzione salvo che emergano elementi nuovi non valutati in sede di cognizione
  • Per ottenere l'effetto compensativo previsto dall'art. 187-terdecies è strategico far valere il principio già in sede di merito; contestazioni sollevate per la prima volta in esecuzione possono essere dichiarate inammissibili se riproducono questioni già decise
  • Le questioni di legittimità costituzionale o di interpretazione della norma sono in genere improduttive in sede esecutiva se il principio sottostante è già stato applicato e incorporato nella decisione di merito divenuta definitiva

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