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Cassazione Penale, Ordinanza n. 08773/2025 del 03/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha quindi condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende. La sentenza di appello, che aveva confermato la condanna per furto aggravato, resta ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputata ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Palermo che aveva confermato la sua condanna per furto aggravato. Il ricorso conteneva un solo motivo, diretto a censurare la graduazione della pena, sostenendo in sostanza l'erroneità della determinazione del trattamento sanzionatorio. La Corte di cassazione rileva però, in via preliminare, che il ricorso era inammissibile per difetto di procura speciale ai sensi dell'art. 581, comma 1-quater, c.p.p., necessaria perché l'imputata era stata dichiarata assente in primo grado e il giudizio di appello si era svolto in forma cartolare. In ogni caso, la doglianza sulla pena è ritenuta anche manifestamente infondata, perché mira a una nuova valutazione della congruità della sanzione senza indicare vizi di illogicità o arbitrarietà della motivazione di merito.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    Norma incriminatrice del furto semplice, richiamata nel capo di imputazione confermato in appello.

  • art. 625, comma 1, nn. 2 e 7 c.p.

    Norma sulle circostanze aggravanti del furto, applicata al fatto contestato.

  • art. 581, comma 1-quater, c.p.p.

    È necessario il deposito di uno specifico mandato a impugnare, rilasciato successivamente alla sentenza, quando l'imputato sia stato dichiarato assente; la mancanza della procura speciale determina inammissibilità del ricorso.

  • art. 23-bis d.l. n. 137/2020 conv. in l. n. 176/2020

    Richiamato per indicare che il giudizio di appello si era svolto in forma cartolare.

  • art. 132 c.p.

    Criteri di determinazione della pena cui il giudice deve attenersi nell'esercizio della discrezionalità sanzionatoria.

  • art. 133 c.p.

    Parametri di commisurazione della pena utilizzati dal giudice di merito nella graduazione sanzionatoria.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione, quando l'imputato sia stato dichiarato assente, il ricorso deve essere corredato da procura speciale rilasciata successivamente alla sentenza; in difetto, l'impugnazione è inammissibile.
  • La regola della procura speciale opera anche in sede di legittimità, in funzione di garanzia che il giudizio si svolga nei confronti di un assente consapevole.
  • La censura sulla graduazione della pena non può risolversi in una richiesta di nuova valutazione del merito: è inammissibile se non denuncia arbitrio, illogicità manifesta o mancanza di motivazione del giudice di merito.
  • La determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito, purché esercitata secondo i criteri degli artt. 132 e 133 c.p. e sorretta da motivazione sufficiente.
  • In cassazione non sono consentite doglianze che mirino a sostituire la valutazione di congruità del giudice di appello con una diversa valutazione di legittimità, quando la pena sia stata determinata in modo non arbitrario e logicamente motivato.

Come è indicizzato

MaterieFurtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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