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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33777/2023 del 04/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

La controversia riguarda il confine tra due fondi contigui siti in Pimonte. La proprietaria di uno dei terreni ha agito per ottenere l’accertamento dell’esatto confine, la restituzione di una porzione di suolo che assumeva occupata dal vicino, il ripristino dello stato dei luoghi e il risarcimento dei danni. Il convenuto ha resistito e ha proposto domanda riconvenzionale di usucapione della porzione contesa, sostenendo di averla posseduta in modo continuativo e pacifico per oltre quindici anni. In primo grado la domanda attrice è stata accolta; in appello il soccombente ha sostenuto, tra l’altro, che tra le parti vi fosse un accordo bonario di determinazione del confine, qualificabile come negozio di accertamento, e quindi idoneo a rendere improponibile la domanda ex art. 950 c.c., ma la Corte d’appello ha ritenuto che un simile accordo, incidendo su diritti reali immobiliari, richiedesse la forma scritta ad substantiam ex art. 1350 c.c. e ha considerato inattendibile/inammissibile anche una deduzione nuova sull’uso agricolo del manufatto insistente sulla porzione contesa. Con il ricorso per cassazione il soccombente ha denunciato violazione e falsa applicazione degli artt. 950 e 1350 c.c., sostenendo che il negozio di accertamento dei confini ha natura meramente dichiarativa e può perfezionarsi anche verbalmente o per fatti concludenti, senza forma scritta obbligatoria.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto entrambi i motivi di ricorso, ritenendoli fondati e tra loro connessi. Ha cassato la sentenza della Corte d’appello di Napoli perché aveva erroneamente applicato l’art. 1350 c.c. al negozio amichevole di accertamento del confine, qualificandolo come atto soggetto a forma scritta ad substantiam. La Cassazione ha ribadito che l’accordo tra confinanti diretto a determinare l’esatto confine tra fondi vicini ha natura di negozio di accertamento, con funzione meramente dichiarativa, e non richiede la forma scritta, potendo perfezionarsi anche verbalmente o mediante comportamento concludente. Il giudizio è stato rinviato alla Corte d’appello di Napoli in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 950 c.c.

    La domanda di regolamento di confini è incompatibile con un vero negozio traslativo; resta esperibile solo quando non vi sia un valido accordo di accertamento del confine tra le parti.

  • art. 1350 c.c.

    La forma scritta ad substantiam non si applica al negozio di accertamento dei confini, perché esso ha natura meramente dichiarativa e non traslativa di diritti reali immobiliari.

  • art. 345 c.p.c.

    Una deduzione nuova proposta per la prima volta in appello è inammissibile.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È stato utilizzato come parametro del vizio di violazione e falsa applicazione di legge denunciato in cassazione.

Massime di principio

  • Il regolamento amichevole del confine tra fondi contigui costituisce un negozio di accertamento, non un negozio traslativo, e può essere validamente concluso senza forma scritta, anche verbalmente o per comportamento concludente.
  • L’accordo con cui i proprietari confinanti individuano l’esatta linea di confine rende definitiva e immutabile la situazione di incertezza preesistente e preclude ulteriori contestazioni sulla medesima questione.
  • La forma scritta ad substantiam ex art. 1350 c.c. opera per gli atti di trasferimento o costituzione di diritti reali immobiliari, non per gli accordi meramente dichiarativi di accertamento del confine.
  • In appello non possono essere introdotte nuove circostanze di fatto che alterino il thema decidendum rispetto a quanto dedotto in primo grado.

Come è indicizzato

MaterieProprietàImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiNullitàOnere della prova

Testo integrale

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