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Cassazione Penale, Ordinanza n. 28235/2025 del 01/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Palermo. Dal testo emerge che il giudizio di merito riguardava più rapine aggravate dal travisamento, oltre al diniego delle circostanze attenuanti generiche e alla recidiva. In cassazione il ricorrente ha sostanzialmente reiterato due motivi già dedotti in appello: da un lato ha contestato la sussistenza dell'aggravante del travisamento in relazione a ciascuna rapina; dall'altro ha censurato il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. Ha inoltre sviluppato argomentazioni sulla recidiva. La Corte rileva che i primi due motivi riproducevano pedissequamente quelli di appello e che le doglianze sulla recidiva erano prive di interesse, perché la recidiva non aveva inciso sulla pena, non essendo stata applicata alcuna frazione di pena per tale titolo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto non specifici i primi due motivi, in quanto mera reiterazione di censure già esaminate e disattese dalla Corte territoriale, ricordando che il ricorso per cassazione non può limitarsi a riproporre motivi d'appello senza una critica argomentata della decisione impugnata. Quanto alle attenuanti generiche, ha ribadito che il diniego è motivabile con l'assenza di elementi positivi e che non è sufficiente il solo stato di incensuratezza. Le doglianze sulla recidiva sono state ritenute inammissibili per difetto di interesse, poiché la recidiva non aveva avuto alcuna incidenza sulla determinazione della pena. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62-bis c.p.

    Il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche può essere legittimamente motivato dall'assenza di elementi positivi; dopo la riforma, non basta il solo stato di incensuratezza.

  • art. 81/2008 e riforma dell'art. 62-bis c.p.

    d.l. 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125

    La riforma ha reso non sufficiente, ai fini della concessione delle attenuanti generiche, il solo stato di incensuratezza.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a riprodurre pedissequamente motivi già dedotti in appello e puntualmente disattesi dal giudice di merito, senza offrire una specifica critica argomentata alla sentenza impugnata.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo quando il giudice di merito valorizza l'assenza di elementi positivi o circostanze favorevoli; non è necessario prendere in esame analiticamente tutti gli elementi allegati dalle parti.
  • Dopo la riforma dell'art. 62-bis c.p., il solo stato di incensuratezza non è sufficiente, da solo, a imporre il riconoscimento delle attenuanti generiche.
  • Le censure sulla recidiva sono inammissibili per difetto di interesse quando la recidiva non ha comportato alcuna concreta incidenza sulla determinazione della pena.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCircostanze del reato
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiRecidiva

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