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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3429/2023 del 26/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso chiedeva la riforma della sentenza d'appello per quattro motivi: 1) censura della condotta di distrazione relativa al canone di locazione pagato dalla fallita Digital Media Store a favore di Extension s.r.l. (società partecipata dal Parlatore), sostenendo che il canone fosse stato valutato in modo errato e che fosse necessario un accertamento concreto del valore dell'immobile; 2) censura della ritenuta distrazione riguardante la cessione del contratto di leasing dell'autovettura aziendale, sostenendo che la cessione non avesse arrecato pregiudizio alla massa fallimentare in assenza di prova del maggior valore residuo del bene e richiamando la normativa fallimentare sul subentro del curatore; 3) richiesta di riconoscimento della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p. o, comunque, dell'attenuante prevista dall'art. 219 legge fallimentare; 4) opposizione all'entità della provvisionale civile riconosciuta alla curatela.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso quanto agli effetti penali, confermando la condanna del ricorrente per i fatti di bancarotta fraudolenta patrimoniale contestati ai capi A) e B) e quindi la responsabilità penale delineata in appello; ha invece annullato senza rinvio la sentenza esclusivamente per le statuizioni civili, poiché la curatela si era revocata dalla costituzione di parte civile nel corso del giudizio di legittimità. I motivi relativi alla valutazione del canone di locazione e alla cessione del leasing sono stati ritenuti, rispettivamente, inammissibili o infondati in fatto; i motivi sulla riconoscibilità delle esimenti/attenuanti e sulla provvisionale sono stati dichiarati inammissibili. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato sugli aspetti penali (con conferma delle pronunce di responsabilità penale qualificate in appello) e la sentenza è stata annullata solo per le statuizioni civili con revoca delle relative provvisioni; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 2740 cod. civ.

    Richiamato per spiegare il bene giuridico protetto (la garanzia patrimoniale del debitore a vantaggio dei creditori) sul quale incidono le condotte di bancarotta.

  • art. 67, comma 3 legge fallimentare

    Citato dalla difesa in ordine alla revocabilità delle somme pagate al conduttore; la Corte richiama la norma per valutare gli effetti della cessione di leasing e la posizione del curatore, sottolineando i limiti del recupero.

  • art. 72‑quater legge fallimentare

    Riferito alla facoltà del curatore di subentrare o di sciogliersi dai contratti e conseguenze sulla liquidazione del bene; la Corte osserva che tale norma non esclude la configurabilità della distrazione se il contratto ha funzione traslativa e determina un vantaggio indebito per il cessionario.

  • art. 131‑bis cod. pen.

    Richiamato dal ricorrente per chiedere la causa di non punibilità; la Corte lo dichiara genericamente invocato e non adeguatamente comprovato, pertanto il motivo è inammissibile.

  • art. 219 legge fallimentare

    Invocato come attenuante dalla difesa; la Corte ritiene la censura generica e priva di adeguata argomentazione, quindi inammissibile.

Massime di principio

  • La bancarotta fraudolenta patrimoniale comprende modalità alternative (dissipazione, distrazione, occultamento) e la valutazione del giudice è libera purché motivata: le critiche che si limitano a chiedere una diversa valutazione dei fatti sono inammissibili.
  • Per configurare distrazione occorre provare non solo l'atto in sé, ma la sua idoneità a porre in pericolo concretamente la funzione di garanzia del patrimonio societario e la proiezione soggettiva (consapevolezza) dell'agente; elementi indiziari rilevanti sono la congiuntura economica, la vicinanza temporale al fallimento e la sussistenza di interessi dell'imprenditore nelle controparti beneficiarie.
  • Nelle cessioni di leasing la rilevanza ai fini di bancarotta dipende dalla funzione economica dell'operazione: se il leasing ha funzione traslativa e il valore residuo del bene supera significativamente il prezzo di opzione, una cessione gratuita può essere distrattiva; se ha prevalente funzione di godimento la corrispettività dei canoni esclude di norma la distrazione.
  • Le valutazioni comparative (es. quotazioni OMI e canoni pagati in precedenza per lo stesso immobile) possono essere utilizzate dal giudice per determinare l'incongruità di un canone; la difesa deve proporre argomenti concreti e prove per dimostrare l'erroneità della valutazione motivata del giudice di merito.
  • Se la parte civile revoca la costituzione nel giudizio di cassazione, la Corte deve rilevare l'estinzione del rapporto processuale civile e annullare senza rinvio le statuizioni civili della sentenza impugnata.

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