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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46508/2022 del 07/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere, contestando: 1) l'insussistenza e la scarsa consistenza dei gravi indizi in relazione alla partecipazione ad un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e all'attribuzione a lei di un ruolo verticistico; 2) l'iniquità e l'adeguatezza della misura cautelare carceraria, ritenuta sproporzionata rispetto agli indizi, anche in ragione di precedenti risalenti nel tempo; 3) la violazione dell'art. 27 Cost. (presunzione di non colpevolezza) per mancato accertamento dell'elevata probabilità di responsabilità. I rilievi difensivi sostenevano che le intercettazioni e i contatti non dimostravano attività illecita organizzata, che mancavano perquisizioni e denunce a carico e che molte argomentazioni fossero genericamente valutative.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato la gravità indiziaria, richiamando plurime intercettazioni, la frequenza e la tipologia dei reati commessi, la presenza di contatti stabili con fornitori (es. Daoudi Moussadaq), basi operative e luoghi di custodia della droga, l'uso di telefoni e linguaggio criptico, la divisione gerarchica di ruoli e comportamenti tipici di chi coordina (impartire ordini, gestire crisi, incaricare confezione di ordigno punitivo, tentativo di carpire informazioni in cancelleria). La Corte ha ricordato i limiti del giudizio di legittimità (vietato rinnovare la valutazione di merito), ha confermato l'applicabilità della presunzione prevista dall'art. 275, comma 3, c.p.p. per i reati di cui all'art. 74 DPR 309/90 e ha ritenuto che non sussistessero elementi idonei a vincere tale presunzione. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e ad una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il procedimento del riesame; utilizzata per fondare la decisione del Tribunale di Potenza nella conferma dell'ordinanza del GIP

  • D.P.R. n. 309/1990, art. 73

    Norma sulla normativa in materia di armi ed esplosivi; richiamata perché contestate anche violazioni relative ad armi/esplosivi ritenute reati scopo dell'associazione

  • D.P.R. n. 309/1990, art. 74

    Articolo sul traffico di stupefacenti; rilevante perché per i reati di questa tipologia opera la presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari ai sensi dell'art. 275 c.p.p.

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Stabilisce una presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari (e dell'adeguatezza della misura custodiale) per i reati di cui all'art. 74 DPR 309/90; semplifica l'onere motivazionale del giudice della cautela salvo elementi contrari dagli atti o dalle parti

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma sui limiti della motivazione richiesti nel ricorso per cassazione; richiamata per delimitare l'ambito dei motivi e della motivazione depositata

  • art. 27 Cost.

    Principio di presunzione di non colpevolezza; evocato dalla difesa ma la Corte ha ritenuto che non vi fosse violazione poiché il Tribunale aveva adeguatamente motivato l'elevata probabilità indiziaria

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna alle spese del processo di cassazione; invocata per la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Previsione procedurale sul compito della cancelleria in relazione agli adempimenti successivi; richiamata per gli adempimenti amministrativi conseguenti alla sentenza

Massime di principio

  • Il giudizio di legittimità sulle misure cautelari è limitato a verificare la congruenza e la logicità della motivazione: la Corte non può rinnovare la valutazione di merito né sostituirsi al tribunale nella valutazione delle prove e degli indizi, salvo evidenti illogicità o carenze motivazionali.
  • Per la configurabilità di un'associazione finalizzata al narcotraffico non è richiesta una struttura complessa: sono sufficienti elementi che indicano una stabile organizzazione (ripetizione di reati omogenei, contatti abituali, linguaggio criptico, basi operative, telefoni dedicati, ruoli distinti e rapporti con fornitori).
  • Indici fattuali forti della posizione apicale includono contatti diretti con fornitori, coordinamento della distribuzione, impartizione di ordini, interventi nei momenti di crisi del gruppo, organizzazione di punizioni/ordigni e condotte finalizzate a ostacolare l'attività giudiziaria (es. simulazioni, tentativi di carpire informazioni).
  • Per i reati previsti dall'art. 74 DPR 309/90 l'art. 275, comma 3 c.p.p. introduce una presunzione relativa di necessità della custodia cautelare: il giudice può fondare la misura sulla mera indicazione di gravi indizi salvo che siano prodotti elementi idonei a vincere tale presunzione.
  • Motivi generici o che si limitano a proporre una diversa lettura dei fatti (senza contestare la congruenza logica della motivazione) sono inutili in Cassazione e determinano spesso l'inammissibilità del ricorso.
  • L'impugnazione manifestamente infondata può comportare la condanna alle spese e l'obbligo di versamento di somme alla Cassa delle ammende; i motivi aggiunti non sanano difetti radicali di ammissibilità del ricorso principale.

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