Cassazione Civile, Ordinanza n. 31949/2023 del 16/11/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente (danneggiato)
La controversia
Durante la notte del 25 novembre 2012 un'autovettura che percorreva l'autostrada A12, nel tratto Genova est-Genova Nervi, urtava una ruota completa di cerchione presente sulla carreggiata e riportava danni. Il proprietario del veicolo chiedeva l'indennizzo alla società gestrice dell'autostrada e, non avendo ottenuto riscontro, conveniva la concessionaria in giudizio. Il Tribunale riconosceva la responsabilità della gestore ai sensi dell'art. 2051 c.c. e liquidava un risarcimento, mentre la Corte d'appello riformava la decisione e rigettava la domanda, ritenendo non adeguatamente valutate le circostanze del caso e, in sostanza, escludendo la responsabilità della custode. Con il ricorso per cassazione il danneggiato deduceva: violazione degli artt. 2051, 1218 e 2697 c.c. per inversione dell'onere della prova; nullità della sentenza per avere deciso su elementi non provati e su mere congetture circa la velocità del veicolo; motivazione apparente/perplessa e violazione dell'art. 116 c.p.c. per mancato valore di prova legale al verbale di polizia; omesso esame di fatti decisivi in tema di nesso causale e condotta di guida; erronea ritenuta assorbibilità di domande ex artt. 2043 e 1218 c.c.; e erronea regolazione delle spese.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo e il secondo motivo di ricorso, ritenendoli fondati, e ha dichiarato assorbiti gli altri. Ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d'appello di Genova in diversa composizione, affinché riesamini la controversia attenendosi ai principi indicati e provveda anche sulle spese del giudizio di legittimità. La Corte ha ritenuto che il giudice d'appello avesse svolto un accertamento solo formale della vigilanza sulla strada e avesse fatto gravare impropriamente sul danneggiato un onere probatorio più ampio, valorizzando inoltre circostanze fattuali non ritualmente provate, come la presunta velocità eccessiva del veicolo.
Norme richiamate
La responsabilità del custode della strada aperta al pubblico transito sussiste salvo prova del caso fortuito; non basta la mera predisposizione astratta di un servizio di vigilanza, ma occorre verificare concretamente se l'evento fosse repentino e imprevedibile al punto da rendere inesigibile un intervento impeditivo o ripristinatorio.
Richiamato dal ricorrente quale parametro di riparto dell'onere probatorio; la Corte lo menziona nel contesto della censura di errata allocazione del carico della prova.
L'onere della prova non può essere invertito: in tema di custodia ex art. 2051 c.c. il danneggiante deve provare il fortuito/idoneità esimente, non gravare il danneggiato della prova dell'inesigibilità dell'intervento del custode.
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
Fondamento della censura per violazione e falsa applicazione di norme di diritto relativa al riparto dell'onere della prova e alla disciplina della responsabilità da custodia.
art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.
Fondamento delle censure di nullità della sentenza per motivazione apparente/perplessa e per decisione basata su elementi non risultanti dagli atti.
art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.
Richiamato per l'omesso esame di fatti decisivi relativi all'interruzione del nesso causale e alla condotta di guida.
Richiamato quale parametro della validità della motivazione della sentenza.
art. 111 Cost.
Richiamato in relazione al dovere di motivazione della decisione giudiziale.
Richiamato per la sufficienza della motivazione della sentenza.
Richiamato in relazione alla decisione su prove e fatti non ritualmente acquisiti.
Richiamato per la valutazione della prova e per l'erroneo mancato riconoscimento del valore probatorio del verbale di polizia stradale.
Usato come base per la cassazione con rinvio quando sono necessari ulteriori accertamenti di fatto.
Richiamato nel settimo motivo sulla regolazione delle spese di lite.
Richiamato nel settimo motivo sulla regolazione delle spese di lite.
Massime di principio
- In tema di responsabilità del custode ex art. 2051 c.c., la prova liberatoria richiede la dimostrazione del caso fortuito o comunque di un evento improvviso e imprevedibile che renda inesigibile un intervento idoneo a evitare il danno; non è sufficiente allegare in astratto l'esistenza di un servizio di controllo o vigilanza.
- Per le strade aperte al pubblico transito, il custode risponde delle alterazioni della sede stradale salvo che provi che la modificazione sia stata così repentina da non consentire, secondo normalità causale, un intervento tempestivo di rimozione o ripristino.
- Il giudice non può fondare l'esclusione della responsabilità su congetture non supportate da prove ritualmente acquisite; in particolare, non può attribuire rilievo decisivo a circostanze fattuali non dimostrate, come una presunta condotta di guida imprudente, se tale dato non emerge dagli atti.
- L'accertamento del nesso causale e dell'eventuale fortuito in materia di custodia deve essere concreto e specifico, riferito al contesto del sinistro, e non può risolversi in un controllo meramente formale dell'organizzazione del custode.
- Quando il giudice di merito accerta erroneamente il riparto dell'onere probatorio o basa la decisione su fatti non provati, la sentenza è cassabile e la causa va rinviata per nuovi accertamenti di fatto.
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