Cassazione Penale, Sentenza n. 33530/2026 del 14/09/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'indagato ha proposto ricorso per cassazione contro l'ordinanza del Tribunale del riesame di Bologna che aveva parzialmente riformato la misura cautelare, sostituendo la custodia in carcere con gli arresti domiciliari e confermando la gravità indiziaria in relazione al reato previsto dall'art. 73 del d.P.R. n. 309/1990. Con il primo motivo ha denunciato violazione di legge, sostenendo che il Tribunale del riesame, mediante motivazione per relationem, avrebbe omesso un'autonoma valutazione degli elementi posti a fondamento della misura. Con il secondo motivo ha dedotto vizio di motivazione sulla gravità indiziaria, lamentando un travisamento della prova quanto alla disponibilità a fornire i codici di accesso ai telefoni cellulari, attribuita erroneamente anche a un coindagato; ha inoltre contestato come congetturale la ricostruzione secondo cui il coindagato si sarebbe recato presso l'abitazione di un parente del ricorrente per accordarsi sul pagamento dello stupefacente, e ha censurato l'omessa considerazione di elementi favorevoli, tra cui il mancato rinvenimento del denaro destinato all'acquisto della sostanza. La Corte ha ritenuto i motivi privi dei requisiti necessari per il ricorso per cassazione.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha escluso che l'ordinanza del Tribunale del riesame debba contenere, a pena di nullità, un'autonoma valutazione dei gravi indizi e delle esigenze cautelari nei termini previsti dall'art. 292, comma 2, c.p.p. per l'ordinanza applicativa della misura emessa dal giudice procedente. Ha inoltre rilevato che il Tribunale del riesame aveva richiamato la ricostruzione del primo giudice, valutando motivatamente le deduzioni difensive, mentre il ricorso non indicava specifici profili di manifesta contraddittorietà o illogicità. Il dedotto travisamento relativo alla disponibilità a fornire i codici dei cellulari riguardava un elemento meramente descrittivo e non decisivo, poiché la gravità indiziaria era fondata su ulteriori elementi analiticamente esposti. La censura relativa al mancato rinvenimento del denaro implicava una rivalutazione di merito non consentita in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
La norma costituisce il titolo di reato rispetto al quale il Tribunale del riesame ha confermato la gravità indiziaria.
Il requisito dell'autonoma valutazione dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari, previsto a pena di validità per l'ordinanza applicativa della misura emessa dal giudice procedente, non è richiesto nello stesso modo per l'ordinanza del Tribunale del riesame.
Massime di principio
- Il requisito dell'autonoma valutazione dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari previsto dall'art. 292, comma 2, c.p.p. riguarda l'ordinanza applicativa della misura cautelare emessa dal giudice procedente e non determina, di per sé, la nullità dell'ordinanza del Tribunale del riesame che motivi anche per relationem.
- È inammissibile per difetto di specificità il ricorso per cassazione contro un'ordinanza cautelare che denunci genericamente carenze motivazionali senza indicare specifici profili di manifesta contraddittorietà o illogicità della motivazione.
- Il travisamento della prova rileva in sede di legittimità solo se riguarda un elemento decisivo per la valutazione cautelare; non è decisiva l'erronea rappresentazione di un elemento meramente descrittivo quando la gravità indiziaria risulti fondata su altri elementi autonomamente illustrati.
- In sede di legittimità non è consentito sostituire alla valutazione di fatto compiuta dal giudice del riesame una nuova valutazione del significato di elementi probatori, quale il mancato rinvenimento del denaro costituente il prezzo della cessione di stupefacente.
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