Cassazione Penale, Sentenza n. 19168/2024 del 15/05/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per rapina pluriaggravata consumata e tentata (e altri reati). Il ricorrente contestava: 1) l'impossibilità di visionare/ottenere copia di file video richiamati nell'ordinanza cautelare, eccependo nullità per mancata acquisizione delle immagini; 2) la non configurabilità del tentativo ex art. 56 cod. pen., sostenendo che il Rolex non era mai comparso sulla scena, che la persona ferita era armata e non faceva parte della trattativa, e che quindi, pur avendo eventualmente definito il piano, l'agente non avrebbe iniziato l'esecuzione con probabilità significativa di conseguire l'obiettivo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha rilevato la genericità della censura (il ricorrente non ha indicato quali immagini) e ha applicato il principio della "prova di resistenza": anche escludendo l'eventuale elemento video, le residue risultanze (dichiarazioni delle persone offese e ammissioni dell'imputato) erano sufficienti a mantenere il convincimento indiziario. Sul secondo motivo ha ritenuto la censura priva di specificità e non contrapposta alla motivazione del Tribunale, che aveva valorizzato l'accordo per l'acquisto del Rolex, la presenza di Falco Roberto e le dichiarazioni successive da cui risultava che la sparatoria era collegata all'intenzione di sottrarre l'orologio; pertanto correttamente era stata ritenuta configurabile la tentata rapina. In applicazione dell'art. 616 cod. proc. pen. il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di €3.000,00 alla Cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Norme richiamate
La Corte ha ritenuto che il tentativo fosse configurabile perché le azioni poste in essere da Guglielmi (inclusi i colpi di arma da fuoco e il comportamento diretto all'impossessamento del bene) erano finalizzate all'appropriazione e avevano attuato il piano criminoso in modo da rendere probabile il conseguimento dell'obiettivo, ancorché poi frustrato dalla fuga della vittima che conservò l'orologio.
Applicato per disporre la condanna alle spese processuali e la corresponsione alla Cassa delle ammende in caso di ricorso dichiarato inammissibile, con valutazione di profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 6, n. 18764 del 05/02/2014, Rv. 259452)
Principio secondo cui, se si lamenta in cassazione l'inutilizzabilità di un elemento di prova, il motivo deve illustrare l'incidenza dell'eliminazione di quell'elemento sulla "prova di resistenza": ossia dimostrare che le residue risultanze non giustificherebbero lo stesso convincimento. In mancanza di tale dimostrazione il motivo è inammissibile.
Massime di principio
- Per far valere l'inutilizzabilità di un elemento probatorio in Cassazione è necessario indicare con precisione quale elemento si contesta e dimostrare come, se eliminato, comprometterebbe la "prova di resistenza": argomentazione generica porta all'inammissibilità.
- La mancata acquisizione di materiale probatorio (es. file video) va eccepita tempestivamente e con chiarezza; in sede di ricorso per cassazione bisogna anche spiegare l'effettiva incidenza di tale prova sul giudizio complessivo.
- La configurabilità del tentativo di reato va valutata sulla base della rilevanza e della finalità degli atti compiuti dall'agente: non è indispensabile che il bene sia materialmente presente sul luogo al momento dell'azione se gli atti dimostrano un'effettiva intenzione e una concreta probabilità di conseguimento dell'illecito.
- Le dichiarazioni delle persone offese e le ammissioni dell'indagato hanno forte peso indiziario; la perdita o esclusione di altri elementi probatori può non essere decisiva se restano dichiarazioni e confessioni sufficienti a sostenere il convincimento.
- In Cassazione non è sufficiente contestare la motivazione del giudice d'appello in termini generici: il ricorso deve confrontarsi puntualmente con le argomentazioni giustificatrici del provvedimento impugnato.
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