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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45486/2023 del 10/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma in appello della condanna per il reato di minaccia commessa ai danni del sindaco Angelo Fasulo; il ricorrente ha proposto cinque motivi: 1) nullità per rifiuto della trattazione del processo in presenza (presunta violazione dell'art. 601 c.p.p. nella versione post-Riforma Cartabia); 2) violazione del termine a comparire (udienza fissata in meno di 40 giorni dalla notifica del decreto di citazione); 3) tardività della querela (querela del 25/05/2015 per fatto del 30/10/2014) in relazione alle modifiche introdotte dalla riforma Cartabia; 4) vizio di motivazione e errata valutazione delle prove (richiesta di riconsiderare la credibilità dei testi e il giudizio di merito); 5) prescrizione del reato maturata prima della sentenza di appello.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto infondati i primi due motivi: la disciplina transitoria (art. 94 d.lgs. 150/2022 e successive modifiche dal dl. 75/2023) imponeva l'applicazione del precedente regime procedurale, per cui la richiesta di trattazione orale era tardiva e la relativa nullità non era stata tempestivamente eccepita nelle conclusioni; inoltre eventuali nullità di questo tipo dovevano essere dedotte prima della deliberazione della sentenza di secondo grado. Il terzo motivo (tardività della querela) è inammissibile perché la minaccia semplice è sempre procedibile a querela e, in ogni caso, la tardività della querela comporta accertamenti di fatto devoluti al giudice di merito e non possono essere dedotti per la prima volta in Cassazione. Il quarto motivo è inammissibile perché il gravame di appello era generico e la Cassazione non può riesaminare il merito o rivedere la valutazione delle prove compiuta dal giudice del fatto. Il quinto motivo (prescrizione) è infondato: la prescrizione è stata calcolata al 30/10/2024 tenuto conto delle recidive, quindi non era maturata. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 601 c.p.p.

    Richiamata dal ricorrente per ottenere la trattazione in presenza; la Corte ha precisato che per il caso concreto non si applicava la nuova disciplina introdotta dalla riforma Cartabia per effetto delle norme transitorie

  • art. 94 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (comma 2)

    Disposizione transitoria che stabilisce l'ambito di applicazione della riforma; la Corte ha ritenuto determinante la sostituzione del comma 2 per la temporalità delle impugnazioni e ha richiamato la successiva modifica operata dal dl. 75/2023

  • decreto-legge 23 giugno 2023, n. 75 (convertito con L. 112/2023)

    Ha differito l'entrata in vigore di alcune disposizioni della riforma, determinando l'applicazione del precedente regime (dl. 137/2020) alle impugnazioni rilevanti per il caso

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23 comma 4

    La richiesta di discussione orale e' formulata per iscritto dal pubblico ministero o dal difensore entro il termine perentorio di quindici giorni liberi prima dell'udienza ed e' trasmessa alla cancelleria della corte di appello attraverso i canali di comunicazione, notificazione e deposito rispettivamente previsti dal comma 2.

    La Corte ha ritenuto applicabile tale previsione al procedimento, constatando che la richiesta era stata depositata fuori termine (invio PEC il 20/02/2023 per udienza del 06/03/2023)

  • art. 180 c.p.p.

    Richiamato in relazione ai termini entro i quali devono essere dedotte le nullità procedurali: le nullità rilevabili devono essere fatte valere nei termini stabiliti dalla norma (prima della deliberazione della sentenza di secondo grado)

  • art. 616 c.p.p.

    Norma applicata per la condanna alle spese del giudizio di cassazione e per l'irrogazione della somma a favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile

  • art. 612 c.p. (primo comma)

    Richiamato per qualificare il reato (minaccia semplice) come procedibile a querela di parte e giustificare l'assenza di problemi legati alla nuova procedibilità introdotta dalla riforma

Massime di principio

  • Le novità legislative in materia processuale (es. Riforma Cartabia) possono avere efficacia differenziata per le impugnazioni a seconda delle disposizioni transitorie: verificare sempre quale regime temporale si applica al caso concreto
  • Le nullità procedurali (es. termini per la richiesta di trattazione orale o termini a comparire) devono essere tempestivamente eccepite secondo i termini dell'art. 180 c.p.p.; il silenzio della difesa nelle conclusioni può precludere la loro deduzione in sede di legittimità
  • La Cassazione non svolge un sindacato di merito: non è ammessa una rivalutazione delle prove o della credibilità delle parti quando il tema comporta un nuovo esame dei fatti già valutati dal giudice di merito
  • Questioni di fatto che richiedono accertamenti probatori (es. tardività della querela) devono essere sollevate e svolte davanti al giudice di merito; non possono essere proposte per la prima volta in Cassazione
  • La prescrizione va calcolata tenendo conto di tutte le circostanze rilevanti (anche recidive) e delle sospensioni; non sempre la sentenza di appello determina automaticamente la maturazione della prescrizione

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