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Cassazione Civile, Ordinanza n. 31547/2024 del 09/12/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (datore di lavoro)

La controversia

La controversia nasce da una serie di contratti di lavoro a termine stipulati con una lavoratrice che proveniva dal bacino dei lavori socialmente utili. La lavoratrice aveva chiesto in giudizio: 1) la declaratoria di illegittimità del termine apposto a plurimi contratti; 2) il riconoscimento della protrazione illegittima dei rapporti oltre il limite temporale che essa assumeva applicabile; 3) il conseguente risarcimento del danno. La domanda si fondava sull'assunto che le mansioni svolte in concreto fossero diverse da quelle indicate nei contratti, in particolare che ella avesse svolto attività di conducente di mezzi per il trasporto di persone, e non soltanto le attività collegate al programma LSU e alle mansioni descritte come vendita di titoli di sosta/trasporto, informazioni al pubblico e attività tecnico-amministrative semplici. La Corte d'appello aveva respinto l'impugnazione, ritenendo applicabile il regime speciale per la stabilizzazione degli LSU e affermando che vi fosse corrispondenza tra mansioni pattuite e mansioni svolte. In cassazione la ricorrente ha dedotto: a) omesso esame di un fatto decisivo, sostenendo che la Corte territoriale avesse erroneamente affermato che ella non avesse allegato di aver svolto mansioni diverse da quelle assunte, quando invece aveva prodotto atti e altra sentenza che avrebbero dimostrato l'attività di guida; b) violazione o falsa applicazione del c.c.n.l. Autoferrotranvieri 2000, parametro 140, e dell'art. 17, comma 132, della legge n. 127/1997, sostenendo che tale norma contemplava attività di ispezione e verifica ma non la guida di mezzi aziendali per il trasporto di persone.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto inammissibile il primo motivo, perché diretto in realtà a contestare la valutazione delle risultanze di causa e non l'omesso esame di un fatto storico decisivo; ha inoltre disatteso il secondo motivo, osservando che la doglianza di violazione di legge celava una critica all'accertamento di fatto compiuto dal giudice di merito sulla corrispondenza tra mansioni contrattuali e mansioni in concreto svolte. Il ricorso è stato quindi complessivamente rigettato. Nessuna statuizione sulle spese, perché la parte resistente è rimasta intimata. La Corte ha inoltre dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato da parte della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    omesso esame di un fatto decisivo oggetto di discussione

    Il vizio è configurabile solo rispetto a un fatto storico, preciso e decisivo, non rispetto a questioni, argomentazioni o alla mera diversa lettura degli atti e dei documenti.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    violazione o falsa applicazione

    La violazione di legge riguarda l'erronea ricognizione della fattispecie normativa astratta; non consente di censurare sotto tale veste l'erronea ricostruzione della fattispecie concreta compiuta dal giudice di merito.

  • c.c.n.l. Autoferrotranvieri 2000, parametro 140

    Richiamato dalla ricorrente per sostenere un diverso inquadramento delle mansioni, ma la censura è stata respinta perché risolta in una contestazione dell'accertamento fattuale.

  • art. 17, comma 132, legge n. 127/1997

    La Corte d'appello lo aveva letto come base del programma di assunzione per attività riconducibili al progetto LSU; la Cassazione non ha censurato tale lettura perché la doglianza investiva solo la ricostruzione del fatto concreto.

  • d.lgs. n. 368 del 2001

    La Corte d'appello ne aveva escluso l'applicazione ai rapporti in questione per la presenza di una deroga riferita ai rapporti finalizzati alla stabilizzazione degli LSU; tale affermazione è stata richiamata ma non riformata in cassazione.

  • direttiva 1999/70/CE

    Richiamata dalla Corte d'appello per escludere l'applicabilità dell'accordo quadro ai rapporti in esame, in quanto non ordinari rapporti a termine ma rapporti legati alla stabilizzazione degli LSU.

  • art. 13, comma quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    È stata dichiarata la sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato da parte della ricorrente.

Massime di principio

  • Il vizio di omesso esame di un fatto decisivo ex art. 360, n. 5, c.p.c. non può essere utilizzato per contestare la valutazione delle prove o l'interpretazione degli atti difensivi; occorre un fatto storico autonomo, decisivo e discusso tra le parti.
  • La denuncia di violazione o falsa applicazione di legge ex art. 360, n. 3, c.p.c. è ammissibile solo se investe l'erronea interpretazione della norma astratta; se la censura mira in realtà a rimettere in discussione l'accertamento delle circostanze di fatto, essa è inammissibile o infondata in sede di legittimità.
  • Quando il giudice di merito accerta la corrispondenza tra mansioni contrattualmente previste e mansioni concretamente svolte, tale apprezzamento è sottratto al sindacato di legittimità, salvo vizi motivazionali nei limiti consentiti dalla disciplina applicabile.
  • Le doglianze che presuppongono una diversa ricostruzione del contenuto delle mansioni effettivamente svolte non integrano, di regola, un problema di interpretazione della norma ma una contestazione del fatto, e come tali non possono essere veicolate come violazione di legge.

Come è indicizzato

MaterieLavoro a termineImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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