Sentenza n. 69/2026 - Salerno, Sezione 2
per l'annullamento: del provvedimento prot. n. 21822 del 6 maggio 2025, a firma del Dirigente del II Settore del Comune di Cava de’ Tirreni, recante l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’immobile di proprietà del ricorrente alla Via XXV Luglio, sul presupposto di un’asserita inottemperanza all’ordinanza di demolizione n. 263 del 6 agosto 2020.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale della particella interessata dagli abusi edilizi e provvedimento di irrogazione della sanzione pecuniaria per inottemperanza all'ordinanza di demolizione
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'immobile e la sanzione pecuniaria di 2.000 euro irrogata ai sensi dell'art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001, deducendo vizi sostanziali e procedurali. In particolare, ha sostenuto che l'ordinanza di demolizione sarebbe stata ottemperata almeno in parte e, per la parte residua, sarebbe stata superata dal rilascio di un permesso di costruire in sanatoria del 12 marzo 2025. Ha inoltre contestato la propria imputabilità dell'abuso, assumendo che le opere non fossero state realizzate da lui, e ha lamentato che il Comune avesse acquisito l'intero fondo agricolo anziché la sola area interessata dagli abusi. È stata altresì proposta domanda risarcitoria per i danni asseritamente derivanti dall'operato illegittimo dell'amministrazione. Il ricorso è stato deciso in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., previa audizione delle parti.
La decisione
Il TAR ha rigettato il ricorso ritenendolo manifestamente infondato. Quanto alla dedotta ottemperanza, dagli atti non risultava provata l'integrale esecuzione dell'ordinanza demolitoria: le comunicazioni di ripristino riguardavano soltanto la rimozione del manufatto commerciale oggetto dell'istanza di condono, mentre la relazione di comparazione ortofotografica attestava la persistente destinazione abusiva del fondo a rimessaggio di autovetture, nonché il mantenimento del cambio di destinazione d'uso e del frazionamento. Il rilascio del permesso di costruire in sanatoria non è stato ritenuto idoneo a superare gli effetti dell'accertata inottemperanza per le opere ancora abusive. Il Collegio ha inoltre escluso che il proprietario potesse sottrarsi alle conseguenze dell'inottemperanza deducendo di non essere l'autore materiale dell'abuso: l'ordinanza demolitoria è correttamente indirizzata anche al proprietario, il quale, una volta a conoscenza dell'attività illecita, deve attivarsi per la rimozione dell'abuso o provvedervi direttamente quando abbia la disponibilità del bene. Quanto all'estensione dell'acquisizione, il Comune aveva circoscritto l'effetto acquisitivo alla particella 2326 del foglio 11, senza acquisire la particella 2408, derivata dalla soppressione della particella 2232. La documentazione catastale e la nota di trascrizione confermavano tale delimitazione. Ritenuta legittima la contestazione dell'inottemperanza, il TAR ha respinto anche le censure derivate contro la sanzione pecuniaria, qualificata come provvedimento vincolato. È stata respinta anche la domanda risarcitoria per mancanza di illegittimità degli atti. Spese compensate per la peculiarità della vicenda e l'andamento del processo.
Norme richiamate
sentenza in forma semplificata
Consente la definizione immediata della causa in camera di consiglio quando il ricorso risulta manifestamente infondato, previa audizione delle parti.
La sanzione pecuniaria per l'inottemperanza all'ordinanza di demolizione è stata ritenuta legittima, in quanto conseguente all'accertamento della persistente inottemperanza e avente natura vincolata.
acquisizione gratuita al patrimonio comunale
L'acquisizione consegue all'accertata inottemperanza all'ordine di demolizione e deve essere delimitata all'area interessata dagli abusi, come avvenuto nel caso esaminato.
Il manufatto commerciale oggetto dell'istanza di condono era stato rimosso, ma ciò non dimostrava l'integrale ottemperanza all'ordinanza, residuando ulteriori situazioni abusive.
Massime di principio
- L'accertamento di un ripristino solo parziale non consente di ritenere ottemperata un'ordinanza di demolizione quando permangano altri abusi, quali il cambio di destinazione d'uso, il frazionamento o l'utilizzazione abusiva dell'area; la persistente situazione dei luoghi può essere provata anche mediante comparazione ortofotografica.
- L'ordinanza di demolizione può essere legittimamente indirizzata anche al proprietario dell'immobile, pur se non autore materiale dell'abuso. Il proprietario che conosca l'attività illecita deve attivarsi nei confronti dell'autore e, se dispone del bene e dell'area, provvedere direttamente alla rimozione; in mancanza, subisce le conseguenze dell'inottemperanza, inclusa l'acquisizione al patrimonio comunale.
- L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale deve essere circoscritta all'area interessata dagli abusi e individuata con sufficiente precisione. È legittima quando la documentazione catastale e la nota di trascrizione dimostrino che è stata acquisita soltanto la particella abusivamente interessata, con esclusione delle particelle ulteriori.
- Una volta accertata legittimamente l'inottemperanza all'ordine di demolizione, le censure rivolte in via derivata contro la sanzione pecuniaria prevista dall'art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001 devono essere respinte, trattandosi di un provvedimento vincolato.
- La domanda di risarcimento del danno derivante dall'attività amministrativa deve essere respinta quando gli atti contestati risultino legittimi e manchi, conseguentemente, l'illecito amministrativo fonte della responsabilità.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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