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Sentenza

Sentenza n. 3994/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202601540

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio che aveva accolto il ricorso avverso il silenzio sull’istanza di riconoscimento di un titolo conseguito in Romania per l’accesso alla classe di concorso A-18, nominando un commissario ad acta e liquidando le spese

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La richiedente aveva impugnato il silenzio serbato dal Ministero sull’istanza di riconoscimento, presentata tramite la piattaforma dedicata ai sensi della direttiva 2005/36/CE. Il TAR Lazio aveva accolto il ricorso e nominato un commissario ad acta, condannando l’Amministrazione alle spese. Il Ministero ha appellato la sentenza deducendo l’errata ricostruzione dei fatti, l’ingiustificata condanna per omessa attività amministrativa e la violazione dei principi di correttezza e lealtà processuale, in relazione all’art. 88 c.p.c. e all’art. 39 c.p.a. Ha evidenziato che, prima dell’udienza di discussione del 18 novembre 2025, aveva adottato il decreto di rigetto dell’istanza il 10 novembre 2025 e che tale provvedimento era stato ricevuto dalla richiedente tramite il portale dedicato all’indirizzo indicato nella domanda.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello e riformato la sentenza di primo grado. Poiché l’Amministrazione aveva provveduto sull’istanza prima dell’udienza di discussione, sebbene dopo la proposizione del ricorso, il giudizio sul silenzio avrebbe dovuto essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Di conseguenza, non avrebbero dovuto essere liquidate le spese del primo grado, anche considerando che non era stata formulata una domanda di soccombenza virtuale. Le spese del doppio grado sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 39 c.p.a.

    La disposizione è richiamata in combinato con l’art. 88 c.p.c. a sostegno del rispetto dei principi di correttezza e lealtà processuale.

  • art. 88 c.p.c.

    È richiamato quale fondamento dei principi di correttezza e lealtà processuale nel giudizio amministrativo, in combinato con l’art. 39 c.p.a.

  • Direttiva 2005/36/CE

    È indicata quale base normativa della presentazione dell’istanza di riconoscimento del titolo conseguito in Romania; il testo non esplicita ulteriori profili interpretativi.

Massime di principio

  • Quando, dopo la proposizione di un ricorso avverso il silenzio della pubblica amministrazione ma prima della discussione, l’amministrazione adotta il provvedimento espresso richiesto, il giudizio deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, anche se il provvedimento è intervenuto successivamente all’instaurazione del giudizio.
  • In presenza di una sopravvenuta improcedibilità del ricorso avverso il silenzio, le spese del primo grado non devono essere liquidate a carico dell’amministrazione per il solo fatto che il provvedimento espresso sia stato adottato dopo la proposizione del ricorso, quando non sia stata formulata una domanda di soccombenza virtuale.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseSilenzio della pubblica amministrazioneBuona fede e correttezza della PA

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