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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9608/2025 del 10/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva la violazione dell'art. 581, comma 1, c.p.p. in relazione alla declaratoria di inammissibilita' per genericita' dei motivi di appello. La difesa aveva invece devoluto specificamente la questione dell'inutilizzabilita' delle dichiarazioni rese dall'imputata dinanzi ai giudici di Napoli l'11/10/2016, epoca in cui la stessa risultava gia' raggiunta da indizi di colpevolezza. Si censurava pertanto l'affermazione di genericita' e l'inammissibilita' del motivo, nonche' l'erronea valutazione di elementi probatori aggiuntivi da parte della corte d'appello senza adeguata esplicitazione del loro contenuto esplicativo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso non manifestamente infondato e, dato che il processo era proseguito, ha dichiarato il reato estinto per prescrizione secondo il calcolo adottato dalla corte d'appello (prescrizione maturata il 19/03/2022). Ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata. In base all'art. 578 c.p.p. ha confermato le statuizioni civili, ritenendo che non sussistano elementi per affermare l'estraneita' dell'imputata alla condotta contestata.

Norme richiamate

  • art. 642 cod.pen.

    Indica il delitto per cui era stata condannata l'imputata; la Cassazione non si e' pronunciata sul merito della responsabilita' sostanziale perche' ha disposto l'annullamento per prescrizione.

  • art. 581 comma 1 cod.proc.pen.

    Norma sulla declaratoria di inammissibilita' per genericita' dei motivi di appello; la Corte di Cassazione ha ritenuto che la deduzione in appello fosse sufficientemente specifica circa l'inutilizzabilita' di determinate dichiarazioni, dunque la declaratoria di genericita' era contestabile.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Usata per riassumere il motivo di ricorso in cassazione; il ricorso era stato formulato e sintetizzato ai sensi di tale disposizione.

  • art. 578 cod.proc.pen.

    Stabilisce che, in caso di estinzione del reato per prescrizione, restano ferme le statuizioni civili salvo elementi contrari; la Cassazione ha applicato questa norma confermando le statuizioni civili nonostante l'annullamento penale per prescrizione.

Massime di principio

  • Se l'appello devolve una questione specifica sull'inutilizzabilita' di prove o dichiarazioni, il giudice d'appello non puo' dichiarare il motivo 'generico' senza valutare se la devoluzione sia effettivamente circostanziata; la Cassazione puo' sindacare tale declaratoria.
  • La prescrizione estingue il reato anche se vi e' stata una condanna in primo grado; se la prescrizione e' maturata prima della pronuncia di appello, la Cassazione puo' annullare senza rinvio per estinzione del reato.
  • L'annullamento per prescrizione non equivale a una pronuncia di innocenza: le statuizioni civili possono rimanere confermate ai sensi dell'art. 578 c.p.p. salvo elementi che dimostrino l'estraneita' dell'imputato.
  • Se il giudice d'appello basa la conferma della condanna su elementi probatori aggiuntivi, deve esplicitare adeguatamente il contenuto e il rilievo di tali elementi; valutazioni sommariamente riferite possono essere censurate in cassazione.
  • In presenza di contestazioni sull'utilizzabilita' di dichiarazioni rese dall'imputato, la difesa deve specificare le ragioni e il giudice d'appello deve motivare la decisione sull'ammissibilita' e sulla rilevanza delle stesse.

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