Cassazione Penale, Sentenza n. 32775/2025 del 03/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso contestava il rigetto, da parte del Tribunale di Ferrara, della richiesta di applicazione della continuazione tra quattro sentenze irrevocabili a carico di Hdidar. Si deduceva violazione di legge in relazione agli artt. 81 c.p., 671 c.p.p., 111 Cost. e art. 6 CEDU, con la censura principale che l'ordinanza aveva richiamato gli indicatori rilevanti (stretta contiguità temporale, omogeneità tipologica, prossimità geografica) ma non li aveva valutati concretamente né aveva spiegato perché tali indici non fossero idonei a dimostrare un "disegno" criminoso unitario; inoltre il Tribunale sarebbe incorso in eccessiva esigente definizione del "disegno" richiedendo una progettazione dettagliata anziché anche un programma di massima.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato perché l'ordinanza impugnata era priva di una motivazione adeguata e congrua. Pur indicando che esistevano indici favorevoli alla continuazione (contiguità temporale e omogeneità tipologica), il giudice dell'esecuzione non ha spiegato perché tali indici fossero irrilevanti né ha indicato i dati concreti dai quali avrebbe tratto la conclusione alternativa (che le condotte derivassero da una "scelta di vita"). La motivazione è stata considerata meramente apparente e contraddittoria. Conseguentemente la Corte ha annullato l'ordinanza e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Ferrara in diversa composizione per nuovo esame dell'istanza, con indicazione di motivare adeguatamente la valutazione degli indici.
Norme richiamate
Norma sulla continuazione: la Corte richiama che per applicare la continuazione occorre l'unicità del disegno criminoso; tuttavia la valutazione degli indici probatori (contiguità temporale, omogeneità, ecc.) deve essere motivata concretamente e non bypassata
Norma procedurale richiamata nella doglianza: il ricorso impugna l'ordinanza del giudice dell'esecuzione ai sensi delle norme procedurali applicabili; la Corte verifica la correttezza della motivazione del provvedimento impugnato
art. 111 Cost.
Principio del giusto processo e del diritto a un provvedimento motivato: la motivazione insufficiente può giustificare l'annullamento per violazione del diritto di difesa e della ragionevole durata del processo
art. 6 CEDU
Diritto a un processo equo; richiede decisioni motivate e possibilità di sindacato giurisdizionale: la Corte nazionale utilizza il principio per enfatizzare l'obbligo di motivazione concreta delle decisioni che incidono sui diritti dell'imputato
Massime di principio
- La contiguità temporale, l'omogeneità tipologica e la prossimità geografica sono indici importanti per riconoscere la continuazione, ma da soli non bastano: il giudice deve spiegare concretamente se e perché tali indici dimostrano o meno un disegno criminoso unitario
- La valutazione sulla esistenza di un disegno criminoso è di merito ma è sindacabile in Cassazione se la motivazione è insufficiente, apparente o contraddittoria
- Il "disegno" criminoso non richiede necessariamente una pianificazione dettagliata in ogni particolare; può trattarsi di una programmazione di massima che preveda reati in linea generale con adattamenti alle circostanze
- Se il giudice ritiene che le condotte derivino da una "scelta di vita" o da una tendenza personale, deve indicare i dati fattuali specifici che giustificano tale interpretazione, altrimenti la decisione è vulnerabile all'annullamento
- In casi simili, chi chiede il riconoscimento della continuazione dovrebbe documentare e mettere in rilievo le coincidenze fattuali (tempi, luoghi, modalità, ruoli, mezzi, ripetitività) che, nel loro insieme, rendono probabile l'unicità del disegno criminoso
- Se la motivazione è carente la Corte può disporre il rinvio per nuovo esame in diversa composizione, quindi il giudice che riesamina deve fornire analisi punto per punto degli indici considerati
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