Cassazione Penale, Sentenza n. 30313/2025 del 05/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso denunciava violazione di legge e difetto assoluto di motivazione per la mancata valutazione, da parte della Corte di Appello, della richiesta della difesa di applicare la sanzione sostitutiva della detenzione domiciliare (richiesta formulata all'udienza e con il consenso del Pubblico Ministero). Si contestava che la pronuncia impugnata avesse applicato la pena concordata senza pronunciarsi, nemmeno implicitamente, sulla richiesta di sostituzione, richiesta ritenuta ammissibile alla luce della disciplina transitoria (art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150) e della giurisprudenza recente in tema di art. 20-bis cod. pen.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato sul vizio denunciato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Tuttavia ha dichiarato l'estinzione dei reati per prescrizione intervenuta l'8/12/2024, ai sensi degli artt. 157 e 161 cod. pen., tenuto conto della data di accertamento (5/12/2013), della pena edittale (max 8 anni) e della sospensione della prescrizione per 64 giorni. Quindi la sentenza di merito è annullata e i reati sono estinti per prescrizione.
Norme richiamate
norma citata in relazione alla rideterminazione della pena per patteggiamento operata in sede di appello
discipline le nuove sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi; la Corte ha ritenuto ammissibile la richiesta di applicazione delle nuove sanzioni nel giudizio d'appello secondo la disciplina transitoria
art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
norma transitoria che consente l'applicazione delle nuove pene sostitutive nei processi pendenti; interpretata come fonte che impone al giudice d'appello di esaminare le richieste dell'imputato a tal fine per rispetto del principio di retroattività della lex mitior
richiamato nei limiti del principio devolutivo e per ricordare che il potere officioso del giudice d'appello è circoscritto; tuttavia va coordinato con la disciplina transitoria che amplia l'ambito applicativo delle sostituzioni
art. 585, comma 4, cod. proc. pen.
richiamato come possibile strumento per introdurre motivi nuovi d'appello; la Corte osserva che la richiesta di sostituzione non necessita di essere formulata necessariamente con motivi nuovi ma può essere proposta in udienza di discussione
norme sulla prescrizione applicate per dichiarare l'estinzione del reato alla data indicata; calcolo della prescrizione effettuato sulla base della data di accertamento e della pena edittale
richiamato in riferimento al limite del potere discrezionale del giudice di sostituire la pena detentiva; citato nel confronto giurisprudenziale
Massime giurisprudenziali citate (Sezioni unite e sezioni semplici)
SU n. 12872 del 17/03/2017, Sez. 5 n. 4332 del 15/11/2024, Sez. 2 n. 12991 del 01/03/2024, ecc.
giurisprudenza coordinata che chiarisce i limiti del potere del giudice d'appello e l'obbligo di valutare le richieste di applicazione delle nuove pene sostitutive nell'ambito della disciplina transitoria
Massime di principio
- Se l'imputato chiede l'applicazione di una sanzione sostitutiva delle pene detentive brevi, la richiesta deve essere formulata al più tardi nell'udienza di discussione del gravame per essere considerata dal giudice d'appello
- La Corte d'appello è tenuta a pronunciarsi, anche implicitamente, sulla richiesta di sostituzione; la mancata valutazione costituisce motivo di cassazione per violazione di legge e difetto di motivazione
- La disciplina transitoria dell'art. 95 d.lgs. 150/2022 amplia l'ambito di applicazione delle nuove sanzioni sostitutive nei giudizi pendenti, per effetto del principio di retroattività della lex mitior
- Il giudice d'appello non può normalmente applicare d'ufficio le sostituzioni se non nei limiti tassativi previsti dalla normativa, ma tale potere deve essere coordinato con la disciplina transitoria che consente di valutare richieste formulate dall'imputato
- Se nel corso del procedimento sopravviene la prescrizione, il giudice di legittimità può annullare senza rinvio e dichiarare l'estinzione del reato quando la prescrizione è già maturata alla data della decisione
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