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Cassazione Penale, Ordinanza n. 24555/2026 del 02/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Roma del 24 settembre 2025. Il ricorso deduceva, con il primo motivo, vizio di motivazione in ordine al giudizio di responsabilità e travisamento della prova testimoniale, sostenendo in sostanza che la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito fosse errata. Con gli ulteriori motivi veniva contestata la ritenuta recidiva, in particolare la recidiva reiterata, ritenuta dalla Corte territoriale in base ai precedenti dell'imputato. Dalla motivazione emerge che l'imputato contestava sia la valutazione del materiale probatorio sia l'applicazione dell'aggravante recidivale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo non consentito in sede di legittimità perché mirato a ottenere una nuova e inammissibile ricostruzione del fatto, alternativa rispetto a quella operata dalla Corte territoriale, la quale aveva invece fornito una motivazione congrua e immune dal vizio dedotto. Ha ritenuto inoltre manifestamente infondati i motivi sulla recidiva, osservando che per la recidiva reiterata è sufficiente, al momento della consumazione del reato, la presenza di più sentenze definitive per precedenti reati, espressive di maggiore pericolosità sociale, purché ciò sia specificamente motivato, senza necessità di una previa dichiarazione di recidiva semplice. Conseguentemente, oltre alla declaratoria di inammissibilità, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 99 c.p.

    La recidiva reiterata può essere applicata quando, al momento del reato, l'imputato risulti gravato da più sentenze definitive per precedenti reati, espressive di maggiore pericolosità sociale, purché il giudice dia specifica e adeguata motivazione; non è necessaria una previa dichiarazione di recidiva semplice.

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

  • art. 606 c.p.p.

    I motivi che mirano a una diversa valutazione del compendio probatorio e a una nuova ricostruzione del fatto non sono proponibili in cassazione se la sentenza impugnata è sorretta da motivazione congrua e immune dai vizi denunciati.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non è consentito trasformare il vizio di motivazione in una richiesta di nuova valutazione delle prove o di diversa ricostruzione dei fatti, quando la sentenza di merito sia sorretta da argomentazione logica, congrua e giuridicamente corretta.
  • La censura di travisamento della prova non può essere utilizzata per introdurre in cassazione un apprezzamento alternativo delle risultanze istruttorie, se il giudice di merito ha spiegato in modo adeguato le ragioni del proprio convincimento.
  • La recidiva reiterata è legittimamente ravvisabile in presenza di più condanne definitive pregresse, purché tali precedenti siano valorizzati come indice di maggiore pericolosità sociale e il giudice motivi specificamente sul punto; non occorre una precedente declaratoria formale di recidiva semplice.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta le conseguenze economiche previste dall'art. 616 c.p.p., con condanna alle spese e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRecidivaPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiRecidivaOnere della prova

Testo integrale

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