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Cassazione Civile, Ordinanza n. 07196/2025 del 18/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Una società agricola aveva chiesto in giudizio il pagamento di somme asseritamente ancora dovute a titolo di contributi comunitari PAC, relativi a varie annualità e a una domanda bovini/latte; sosteneva che l'importo spettante fosse stato illegittimamente compensato da AGEA con crediti vantati dall'ente per prelievi supplementari e sanzioni sulle quote latte. Il Tribunale aveva accolto la domanda di pagamento, ma la Corte d'appello aveva riformato la decisione, ritenendo opponibile in compensazione il controcredito di AGEA, in assenza di prova dell'impugnazione degli accertamenti sanzionatori o della pendenza di giudizi su di essi. La ricorrente ha proposto ricorso per cassazione con più motivi: 1) omessa pronuncia/motivazione su una contestazione del quantum e sulla tardività/inammissibilità della relativa eccezione in appello; 2) omessa pronuncia sull'eccezione preliminare di inammissibilità dell'appello; 3) e 4) violazione della disciplina e della giurisprudenza in tema di non opponibilità dei crediti da prelievo supplementare sulle quote latte in compensazione rispetto ai crediti PAC.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili i primi due motivi perché la questione sul quantum era assorbita dalla decisione di accoglimento dell'appello di AGEA, che aveva determinato il rigetto integrale della domanda, e perché non vi era omessa pronuncia sull'inammissibilità dell'appello, essendo il relativo rigetto implicito nella decisione di merito. Ha poi rigettato i motivi sul merito della compensazione, aderendo all'orientamento consolidato secondo cui, nei rapporti tra crediti PAC dell'agricoltore e debiti per prelievo supplementare sulle quote latte, è ammissibile la compensazione impropria o atecnica quando il controcredito sia certo e liquido, con valutazione di merito non sindacabile in cassazione. Nel caso concreto la Corte d'appello aveva accertato l'esistenza del credito di AGEA e, quindi, aveva correttamente escluso il pagamento richiesto. Nulla è stato disposto sulle spese per mancata costituzione dell'intimata. È stato inoltre dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    È richiamato come parametro delle censure di omessa pronuncia; la Corte esclude la violazione perché le questioni dedotte erano assorbite o implicavano un rigetto implicito.

  • art. 115 c.p.c.

    È invocato dalla ricorrente ma la censura viene ritenuta inammissibile e comunque infondata nei termini prospettati.

  • art. 354 c.p.c.

    È richiamato dalla ricorrente, ma la Corte non ravvisa alcuna violazione rilevante.

  • art. 3, comma 2, L. n. 231 del 2005

    È invocato per contestare la compensazione dei crediti da prelievo supplementare; la Corte conferma però l'orientamento che ne ammette l'opponibilità in compensazione atecnica nel sistema PAC-quote latte.

  • art. 175 c.p.c.

    È richiamato insieme all'art. 127 c.p.c. per il principio di ragionevole durata del processo e per giustificare la mancata rinnovazione della notificazione nulla in presenza di ricorso comunque inammissibile.

  • art. 127 c.p.c.

    Richiamato in funzione del principio di ragionevole durata del processo, a sostegno della decisione di non disporre rinnovazione della notifica nulla.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    È applicato per dare atto dei presupposti del versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002

    È richiamato come parametro del contributo unificato aggiuntivo, se dovuto.

  • art. 1, comma 17, L. n. 228/2012

    È richiamato quale norma che ha inserito il comma 1-quater nell'art. 13 del d.P.R. n. 115/2002.

Massime di principio

  • In tema di ricorso per cassazione, la nullità della notificazione eseguita presso un'articolazione territoriale dell'Avvocatura dello Stato invece che presso l'Avvocatura generale non impone sempre la rinnovazione dell'atto, potendo la Corte evitare formalità superflue quando il ricorso sia comunque inammissibile, in ossequio al principio di ragionevole durata del processo.
  • Non sussiste omessa pronuncia quando il giudice di merito, decidendo sulla questione principale, adotti una statuizione incompatibile con l'accoglimento dell'eccezione o della domanda subordinata, determinandone così il rigetto implicito.
  • Nel sistema dei rapporti tra crediti PAC dell'agricoltore e crediti dell'amministrazione per prelievi supplementari sulle quote latte è ammissibile la compensazione impropria o atecnica, purché il controcredito dell'ente sia certo e liquido secondo l'accertamento del giudice di merito.
  • La verifica della certezza, liquidità ed esigibilità del controcredito, ai fini della compensazione atecnica, è un apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito e non è sindacabile in cassazione se sorretto da motivazione логicamente coerente.
  • Quando il giudice accerta l'esistenza del credito opposto in compensazione e ne ritiene la spendibilità nel saldo finale del rapporto unitario, la domanda di pagamento del credito principale deve essere respinta per l'importo corrispondente.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProve
RamiProcesso civileBancario e finanziario
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaCompensatio lucri cum damno

Testo integrale

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