Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40124/2024 del 30/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Esposito ha impugnato l'ordinanza del 19/03/2024 del Tribunale di Napoli che aveva rigettato la sua richiesta di applicazione della disciplina della continuazione (art. 671 c.p.p.) tra due condanne per ricettazione commesse il 6/08/2014 a Pagani e il 5/11/2014 a Napoli. Il ricorrente censura violazione e erronea applicazione degli artt. 81 c.p. e 671 c.p.p. e vizio di motivazione (art. 125, comma 3, c.p.p.), sostenendo che i reati, pur riguardando cose materiali diverse, sarebbero riconducibili a un unico disegno criminoso, dimostrato dalla contiguità temporale e dall'identità del soggetto che forniva la merce illecita.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato la valutazione del giudice dell'esecuzione secondo cui mancavano elementi probatori della sussistenza di un 'unico disegno criminoso' prefigurato fin dall'origine: i reati erano commessi a distanza di tempo e in luoghi differenti, con modalità esecutive diverse (il primo riguardava prodotti elettronici con reato presupposto commesso a Milano; il secondo prodotti cosmetici con reato presupposto commesso a Nola). È stato richiamato il principio secondo cui incombe sul condannato che invoca la continuazione l'onere di allegare elementi sintomatici della preventiva programmazione unitaria; la mera reiterazione non è sufficiente. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Norma sulla continuazione delle pene: la decisione si è riferita al suo regime sanzionatorio come applicabile solo quando i reati rientrano in un unico disegno criminoso, evitando che la mera reiterazione produca un automatico beneficio.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Disposizione procedurale che consente al giudice dell'esecuzione di valutare l'applicabilità della continuazione; la Corte ha confermato che la domanda deve essere supportata da elementi che dimostrino l'unitarietà del disegno criminoso.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Regola motivazionale dell'ordinanza: il ricorrente aveva censurato carenze motivazionali, ma la Corte ha ritenuto la motivazione del giudice dell'esecuzione adeguata e sufficiente.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna alle spese del procedimento in cassazione; è stata richiamata per imporre al ricorrente il pagamento delle spese.

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 12905 del 17/03/2010 (Bonasera)

    Richiamata per elencare gli elementi sintomatici del medesimo disegno criminoso: vicinanza cronologica, causale, condizioni di tempo e luogo, modalità di condotta, tipologia dei reati, bene tutelato e omogeneità delle violazioni.

  • Giurisprudenza - Sez. 3, n. 17738 del 14/12/2018 (Bencivenga)

    Richiamata per affermare l'onere dell'imputato/condannato di allegare elementi che dimostrino la preventiva programmazione unitaria dei reati per evitare che la continuazione diventi un automatico beneficio per mera reiterazione.

Massime di principio

  • La continuazione ex art. 81 c.p. si applica solo se è dimostrabile un "unico disegno criminoso" preordinato nelle linee essenziali; non basta la mera omogeneità dei reati.
  • Elementi sintomatici utili a dimostrare la continuazione: prossimità temporale, nesso causale tra i fatti, identità di luogo o condizioni, analogia nelle modalità esecutive, stessa tipologia di reato e omogeneità del bene giuridico tutelato.
  • Onere probatorio a carico del condannato che domanda la continuazione: deve allegare e, ove possibile, documentare elementi che indichino la preventiva programmazione unitaria; l'assenza di tali elementi giustifica il rigetto.
  • Differenze significative tra i fatti (diversi luoghi, tempi, modalità, beni coinvolti o reati presupposti) pesano contro il riconoscimento della continuazione.
  • In fase di esecuzione, senza adeguata allegazione probatoria della pianificazione unitaria, il meccanismo aggregativo delle pene non si attiva automaticamente per mera reiterazione.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.