Cassazione Civile, Ordinanza n. 25358/2025 del 16/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (struttura sanitaria)
La controversia
La controversia nasce dalla domanda di risarcimento proposta da una persona che contestava l’esito di analisi tossicologiche effettuate da una azienda sanitaria locale, ritenute erronee o comunque svolte con negligenza, imprudenza e imperizia. La pretesa era stata respinta sia in primo grado sia in appello. In cassazione la parte soccombente ha dedotto un unico motivo ex art. 360, n. 5, c.p.c., lamentando l’omesso esame di un fatto decisivo e il travisamento dei fatti: secondo la ricorrente, i giudici di merito avrebbero erroneamente dato per accertato l’uso di cocaina sulla base degli esami della commissione medica locale, senza disporre una consulenza tecnica d’ufficio che avrebbe potuto chiarire il contrasto tra i referti dell’ASL e quelli di un laboratorio antidoping privato, acquisiti in epoca successiva. La ricorrente sosteneva che la CTU fosse l’unico mezzo idoneo a dipanare il dubbio sui risultati delle analisi e a verificare se vi fosse stato un errore nella valutazione della sua idoneità alla guida.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato che la censura mirava in realtà a contestare la valutazione complessiva del materiale probatorio compiuta dai giudici di merito, valutazione ritenuta coerente e logica, nonché insindacabile in sede di legittimità nei limiti del vizio ex art. 360, n. 5, c.p.c. Inoltre ha richiamato il principio secondo cui, in presenza di doppia decisione conforme di merito, non è deducibile in cassazione il vizio motivazionale nei termini prospettati. Quanto alla CTU, la Corte ha ribadito che essa è un mezzo di valutazione tecnica rimesso al prudente apprezzamento del giudice di merito, il quale può anche negarla con motivazione desumibile implicitamente dal contesto argomentativo e dal quadro probatorio unitariamente considerato. La ricorrente è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità, oltre agli importi ulteriori previsti per la mancata accettazione della proposta di definizione accelerata e per il contributo unificato.
Norme richiamate
Il vizio di omesso esame di un fatto decisivo non può essere utilizzato per contestare la rivalutazione del compendio probatorio o la congruità complessiva della motivazione, specie in presenza di doppia decisione conforme di merito.
In sede di legittimità non è consentita la denuncia del vizio di cui all’art. 360, n. 5, c.p.c. quando ricorre una doppia decisione conforme di merito, salvo le eccezioni non emerse nel caso concreto.
La parte ricorrente soccombente è stata condannata al pagamento di un ulteriore importo a titolo sanzionatorio, in relazione alla mancata accettazione della proposta di definizione accelerata del ricorso.
È stato richiamato quale base procedurale della proposta di definizione accelerata e della correlata sanzione conseguente alla mancata adesione.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
È stato dato atto dei presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato da parte della ricorrente soccombente.
art. 1, comma 17, l. n. 228 del 2012
Norma richiamata come fonte dell’integrazione dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 sul contributo unificato aggiuntivo.
Massime di principio
- Il motivo di ricorso ex art. 360, n. 5, c.p.c. non può essere trasformato in una richiesta di nuova valutazione del merito o del materiale probatorio, poiché in cassazione sono scrutinabili solo omissioni decisivie o vizi logico-giuridici nei limiti stretti consentiti dal sindacato di legittimità.
- In presenza di doppia decisione conforme di merito, il vizio motivazionale ex art. 360, n. 5, c.p.c. è inammissibile nei limiti stabiliti dall’art. 348-ter c.p.c.
- La consulenza tecnica d’ufficio non costituisce una prova in senso proprio, ma un mezzo di valutazione tecnica delle risultanze istruttorie; la sua ammissione rientra nel potere discrezionale del giudice di merito.
- Il diniego di CTU può essere validamente motivato anche in modo implicito, se desumibile dal complessivo contesto argomentativo e dalla valutazione unitaria del quadro probatorio.
- Quando il giudice di merito fonda la decisione su un apprezzamento probatorio completo, coerente e logicamente lineare, la censura di cassazione non può limitarsi a prospettare un diverso esito valutativo.
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