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Sentenza

Sentenza del 21/12/2022 n. 37460 - Corte di Cassazione

Agevolazioni tributarie società cooperative - verifica presupposto di applicabilità -requisiti soggettivi - competenza organo di vigilanza -- accertamento attività- competenza uffici finanziari -

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia impugnava la sentenza della CTR che aveva ritenuto non escluso il perseguimento concreto dello scopo mutualistico della cooperativa, nonostante l'accertamento che la cooperativa aveva prestato servizi prevalentemente o esclusivamente per un'unica committente (Elettromarket Li Vorsi Srl) e non avesse corrisposto ristorni ai soci nel periodo verificato. L'Ufficio deduceva che tali elementi dimostravano un'effettiva interposizione di manodopera e lo svolgimento di attività imprenditoriale non conforme alla mutualità richiesta per godere delle agevolazioni fiscali previste dal D.P.R. 29/9/1973, n. 601, art. 11.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, censurando la sentenza della CTR per valutazione meramente formale e insufficiente degli indizi di deviazione dalla mutualità (unicità della committente e prolungata mancanza di ristorni). Ha cassato la decisione impugnata e ha rinviato alla Corte tributaria regionale di secondo grado della Sicilia per un nuovo esame, ordinando che il giudice di merito valuti concretamente, anche in coordinamento reciproco, gli elementi indiziari relativi alla perdita della qualifica di ente a finalità mutualistica, applicando i criteri interpretativi sanciti dalla giurisprudenza nazionale e dalla Corte di giustizia UE.

Norme richiamate

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601 - art. 11

    testo richiamato nella motivazione

    Disciplina le agevolazioni per cooperative di produzione e lavoro in relazione all'incidenza delle retribuzioni; la conformità statutaria comporta una presunzione di spettanza dell'agevolazione, ma tale presunzione è relativa e può essere disattesa dall'amministrazione con dati concreti che dimostrino la mancanza della mutualità sostanziale.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601 - art. 14

    testo richiamato nella motivazione

    Prevede che i presupposti di applicabilità siano accertati dall'amministrazione sentiti il Ministero del lavoro o altri organi di vigilanza; la Corte ha interpretato che il parere preventivo degli organi di vigilanza riguarda i soli requisiti soggettivi (statutari), mentre gli uffici finanziari possono accertare la natura e le modalità dell'attività produttiva.

  • Legge 31 dicembre 2004, n. 311 - art. 1, comma 462

    testo richiamato nella motivazione

    Limita l'ambito applicativo dell'art. 11 al reddito imponibile derivante dall'indeducibilità dell'IRAP; è richiamata per definire l'ambito del beneficio soggetto a verifica.

  • Codice civile - art. 2545-sexies c.c.

    testo richiamato nella motivazione

    Regola i ristorni ai soci; la Corte ricorda che i ristorni sono lo strumento tecnico per attribuire il vantaggio mutualistico ai soci e che la loro formazione e ripartizione devono rispettare le previsioni statutarie e le condizioni normative; la prolungata assenza di ristorni, in concorso con altri elementi, è indizio rilevante di deviazione dalla mutualità.

  • Giurisprudenza CJEU - sentenza 8 settembre 2011, cause riunite C-78/08 e C-80/08

    richiamata nella motivazione

    Stabilisce i criteri comunitari per valutare se le esenzioni fiscali per cooperative costituiscano aiuto di Stato selettivo: il giudice nazionale deve verificare se i beneficiari siano effettivamente enti a finalità mutualistica e operino in condizioni non analoghe ad altri operatori a scopo di lucro, e valutare coerenza e proporzionalità del regime nel sistema fiscale.

Massime di principio

  • La conformità statutaria alla disciplina della mutualità genera una presunzione relativa di diritto alle agevolazioni, ma questa può essere confutata per singolo periodo d'imposta con dati concreti che dimostrino la mancanza di mutualità sostanziale.
  • Il parere preventivo degli organi di vigilanza riguarda essenzialmente i requisiti soggettivi e statutari della cooperativa; invece gli uffici finanziari hanno piena competenza ad accertare la natura e le modalità concrete dell'attività (elemento oggettivo).
  • Elemento rilevante e indiziario di mancata mutualità è l'esistenza di una clientela unica o prevalente che traduca l'attività cooperativa in interposizione di manodopera a favore del committente; detta circostanza va valutata insieme ad altri elementi probatori.
  • La prolungata e continuata mancata erogazione dei ristorni ai soci non è di per sé decisiva, ma costituisce, se contestualizzata con altri indici (modello organizzativo, rapporti con il committente, contabilità), un elemento significativo per escludere la reale finalità mutualistica.
  • Il giudice nazionale deve valutare complessivamente e coordinare i vari indici (statutari, organizzativi, economici e contabili) alla luce dei principi europei sul divieto di aiuti di Stato selettivi; la valutazione formale è insufficiente se non sorretta da un esame fattuale concreto.
  • Per godere dell'agevolazione è necessario che la cooperativa abbia reso possibile all'Amministrazione di svolgere il controllo (dichiarazioni fiscali, contabilità): l'assenza di dati idonei può precludere il riconoscimento del beneficio.

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